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venerdì 18 Dicembre 2020
L’allarme di Federmeccanica: «È precipitato tutto»
Nei primi nove mesi del 2020 la produzione metalmeccanica ha perso il 17,9%, rispetto a gennaio-settembre 2019. Prevista un’ulteriore brusca frenata nella parte finale dell’anno. Il 19% delle imprese pensa di dover ridurre la forza lavoro nei prossimi sei mesi.

Sono stati diffusi oggi i risultati della 156esima indagine congiunturale di Federmeccanica sull’industria metalmeccanica. Nel terzo trimestre dell’anno in corso la produzione metalmeccanica ha registrato un parziale recupero, dopo la forte caduta osservata nel corso dei primi due trimestri dell’anno. Nonostante questo, tuttavia, i volumi realizzati restano ampiamente insufficienti a compensare le perdite subite e si sono confermati inferiori di oltre il 5% rispetto ai livelli pre-pandemici. La significativa contrazione della domanda interna e la flessione della domanda mondiale continueranno, anche nelle prospettive a breve, a influenzare negativamente l’evoluzione dell’attività produttiva metalmeccanica.

Il 2020 lascerà segni e cicatrici profonde

«Complessivamente, nei primi nove mesi dell’anno, il bilancio dell’attività metalmeccanica risulta pesantemente negativo», commenta Fabio Astori, vice presidente di Federmeccanica. «I livelli di produzione, infatti, sono stati inferiori del 17,9%, rispetto al periodo gennaio-settembre 2019. Un risultato peggiore rispetto all’intero comparto industriale, che ha segnato un -14%. Anche prima dell’inizio della crisi legata alla pandemia eravamo in una situazione di recessione, iniziata nel 2018. Ora, però, tutto è precipitato e il 2020 sarà un anno che lascerà segni e cicatrici profonde».

Per le imprese costruttrici dell’automotive una contrazione del 30,7%

Il calo è risultato diffuso a tutte le attività dell’aggregato, con variazioni negative mediamente comprese tra il 14% e il 18%, ma per le imprese costruttrici di autoveicoli e rimorchi la contrazione è stata pari al 30,7%. Sull’attività produttiva si sta facendo sentire non solo la forte caduta della domanda interna, in particolare quella di beni d’investimento in macchine e attrezzature, ma anche la flessione della domanda mondiale che, secondo il Fondo monetario internazionale, diminuirà nel 2020 di oltre 10 punti percentuali.

Preoccupa il crollo dei flussi verso i principali partner europei

Con riferimento all’interscambio commerciale, il settore metalmeccanico, sempre nei primi nove mesi dell’anno, ha registrato una contrazione media dei valori di fatturato esportato pari al 13,2%, mentre le importazioni si sono ridotte del 15,6%. In particolare, preoccupa il crollo dei flussi di prodotti metalmeccanici diretti verso i nostri principali partner europei, quali la Germania (-12,8% rispetto a gennaio-settembre 2019), la Francia (-17,6%), ma anche il Regno Unito (-17%) e la Spagna (-23,4%). I risultati della consueta indagine congiunturale lasciano presupporre per l’ultima parte dell’anno una brusca frenata della fase espansiva osservata nel corso del trimestre estivo, anche a causa del nuovo peggioramento della pandemia.

La proposta di un nuovo contratto per il lavoro come messaggio di fiducia

Il 44% degli intervistati si dichiara insoddisfatto del proprio portafoglio ordini; il 27% prevede cali di produzione; il 19% pensa di ridurre la propria forza lavoro nei prossimi sei mesi; il 14% dichiara una situazione di liquidità cattiva o pessima. «Siamo ancora dentro una crisi senza precedenti», commenta Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, «come emerge ogni trimestre, ogni mese, dai dati sulla produzione industriale confrontati con il periodo antecedente la pandemia. Nonostante questo contesto, abbiamo voluto mandare un messaggio di fiducia, facendo una proposta di un nuovo contratto “per” il lavoro. Una proposta organica, che punta sulla qualità e sul miglioramento delle condizioni dei lavoratori, facendo tanti passi in avanti su tutti i temi del contratto del 2016 e non solo. La riforma dell’inquadramento completa l’opera e guarda al futuro, dando valore al lavoro e riconoscendone la qualità».

 

 

Redazione Mondo Business
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