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venerdì 22 Maggio 2020
La Vetreria Tacca protagonista della fase 2
Cristian Tacca, titolare dell'omonima vetreria, ha conosciuto un boom nella produzione di pannelli divisori per garantire la distanza di sicurezza sui luoghi di lavoro
Cristian Tacca

Uno degli obblighi a cui le aziende hanno dovuto ottemperare, per poter riaprire nell’attuale Fase 2 del contrasto al Covid-19, è stato quello di dotarsi dei dispositivi di protezione individuali; tra questi, rientrano i pannelli divisori in plexiglass, per garantire la distanza di sicurezza tra i diversi lavoratori. Come ha indicato anche l’Organizzazione mondiale della sanità, nel suo report di febbraio, il plexiglass è ormai considerato un elemento chiave dei Dpi disponibili.

In due mesi la produzione è decuplicata

Cristian Tacca, vice presidente della Libera Associazione Artigiani di Crema, è titolare della omonima vetreria a Bagnolo Cremasco e ne sa qualcosa del vero e proprio boom della domanda di pannelli divisori verificatosi in questo periodo. «Si può dire che in questi ultimi due mesi la produzione è addirittura decuplicata: se prima avevamo richieste per dieci pezzi al mese, adesso ce ne chiedono cento. Peraltro la richiesta è doppia: pannelli in plexiglass o in vetro. Chiaramente, il boom di questi giorni riguarda principalmente il plexiglass, in quanto è più economico e adatto alle soluzioni temporanee, come quelle a cui sono chiamate molte attività. I divisori in vetro vengono invece ordinati da chi intende farne un uso più prolungato nel tempo; è il caso di diversi Comuni, istituti di credito o uffici postali. Ci sono ovviamente delle differenze: il plexiglass si rovina facilmente e, venendo igienizzato ogni giorno con sostanze alcoliche, si opacizza e finisce per dover essere sostituito dopo un mese. Non è così per il vetro, che non si graffia e non si rovina».

Trattamenti antibatterici grazie alla nanotecnologia

«A proposito del vetro, che è comunque la principale materia prima che trattiamo, abbiamo un’esclusiva con un’azienda chimica di Milano, che realizza trattamenti antibatterici per mezzo della nanotecnologia, così da rendere ancora più sicura dal punto di vista della salute la superficie sulla quale l’antibatterico viene applicato. Credo che ci sia anche una questione psicologica, oltre che economica, nel preferire il plexiglass al vetro. Probabilmente, si percepisce il primo come più leggero e meno pericoloso, ma in realtà il vetro in questione è anti-ferita: anche se si rompe non genera danni alla persona. Tra l’altro, anche il vetro può essere riciclato».

Il vetro è tra le materie prime più facilmente riciclabili

Quelli della sostenibilità e dell’economia circolare sono temi strettamente intrecciati al modello economico a cui ci si sta preparando per il post-Covid. Anche il vetro potrà giocare un ruolo importante? «Da questo punto di vista, come Vetreria Tacca siamo molto attenti alla qualità del vetro che utilizziamo. Il nostro, infatti, è certificato LEED, il che attesta la sua qualità proprio nella prospettiva di un completo riciclo. Oltretutto, anche il prodotto antibatterico di cui parlavo è certificato per la sua sostenibilità ambientale, in quanto è a base d’acqua e privo di sostanze tossiche o alcoliche. Dell’utilità del vetro ai fini della sostenibilità, visto che è tra le materie prime più facilmente riciclabili, se ne sono accorti anche a Milano, dove anche nell’edilizia, che è il nostro principale settore di riferimento, si è scelto di investire in strutture in vetro e acciaio».

 

 

Redazione Mondo Business
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