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martedì 25 Giugno 2019
La strategia del territorio: fabbricare armonia
Presentato anche a Crema il Masterplan 3C, lo studio che indica le linee di sviluppo per il futuro del territorio cremonese
Da sinistra, Francesco Buzzella, Stefania Bonaldi, Lorenzo Tavazzi
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Il 24 giugno, nell’aula magna della sede universitaria di Crema, rappresentanti delle categorie produttive e delle istituzioni hanno assistito alla presentazione del Masterplan 3C, lo studio sulle potenzialità di sviluppo del nostro territorio, commissionato dall’Associazione Industriali di Cremona al The European House – Ambrosetti, uno dei primi think tank d’Italia. Il Masterplan era già stato presentato a Cremona, il 6 maggio, in occasione dell’ultima assemblea annuale di Assoindustria ma, come ha sottolineato il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi: «Il Cremasco ha una sua consuetudine a riflettere sulle problematiche del territorio provinciale anche in maniera autonoma, così da trovare un proprio baricentro, per poter poi portare il proprio contributo in sede decisionale».

Il gap infrastrutturale ci costa 160 milioni di euro l’anno

Al tavolo dei relatori, oltre al primo cittadino di Crema, anche il presidente dell’Associazione Industriali cremonese, Francesco Buzzella, e il responsabile Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti, Lorenzo Tavazzi. «La provincia di Cremona ha delle carenze», ha fatto il punto Buzzella, «per esempio il Pil pro capite, negli ultimi 15 anni, è arretrato rispetto alla media lombarda e dobbiamo fare i conti con un gap infrastrutturale elevato, che ci costa qualcosa come 160 milioni di euro l’anno; ciò nonostante, abbiamo anche diverse eccellenze, su cui far leva per il nostro sviluppo. Logicamente, il Masterplan 3C non è un progetto dell’Associazione Industriali, che piuttosto ha deciso di investirvi ma, in quanto pianificazione strategica per il futuro del territorio, deve appartenere a tutti. Anche perché i temi affrontati da questo studio riguardano fino a un certo punto la sola economia, comprendendo anche i prodotti iconici, l’identità del territorio, la formazione e il turismo».

Tra i punti di forza ben 6 competenze strategiche

«Chi non saprà rispondere alle domande sfidanti della rivoluzione industriale in corso non avrà rilevanza nel prossimo futuro», ha esordito Tavazzi. «Ci sarà sempre più una gerarchia tra i territori, per cui il tema è trovare la propria identità; in caso contrario, si dovrà rinunciare a essere presenti nella “mappa” mentale degli investitori. Le grandi città del mondo e non solo le capitali», ha proseguito Tavazzi, «si sono dotate di un masterplan, adottando una visione forte per il loro futuro». La proposta di visione strategica per il territorio cremonese è stata sintetizzata dal centro studi The European House – Ambrosetti nella formula “Fabbrichiamo armonia”, sulla base di una ricchezza di punti di forza su cui può contare la nostra provincia. «Potete vantare ben 6 competenze strategiche – metallurgia e meccanica; agroalimentare; servizi alla persona; musica e cultura; cosmesi e bioenergia e tutela del territorio – un numero elevato, rispetto anche a realtà più grandi della vostra».

 Fondamentale lanciare un brand territoriale

Quello che occorre fare, ha suggerito Tavazzi, è mettere in campo un “modello a rete”, così da poter valorizzare quanto esiste già; lanciare un brand territoriale, che richiami la visione strategica di cui sopra (la provincia di Cremona ha attualmente una visibilità molto bassa sul web, pari ad appena il 2,4% sul totale delle province lombarde) e dotarsi di un sistema di monitoraggio, individuando delle figure responsabili dell’andamento del progetto, altrimenti qualsiasi strategia rischia di essere vanificata».

 

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Redazione Mondo Business
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