PRIMO PIANO
martedì 21 Gennaio 2020
La sofferenza del sistema industriale italiano
A emergere dall'ultimo Bollettino di Bankitalia è la debolezza del settore manifatturiero, cauto nel programmare investimenti per il nuovo anno

Volendo fare il punto della situazione sullo stato dell’economia italiana, alla luce dell’ultimo Bollettino di Bankitalia, il primo del nuovo anno, un dato che emerge in modo particolare è la debolezza del settore manifatturiero, che ha fatto sì che nell’ultimo trimestre del 2019 il Pil salisse solo dello 0,1%. Vedremo come in questo risultato abbia inciso anche la spesa delle famiglie, la cui capacità è parzialmente cresciuta. L’Italia è il secondo Paese manifatturiero d’Europa, appena dietro la Germania, ma gli investimenti nel settore industriale sono diminuiti, il che è tanto più preoccupante se pensiamo a quanto sia fondamentale investire per stare al passo coi progressi tecnologici che si stanno imponendo con la rivoluzione industriale 4.0, già in corso, e il cosiddetto Internet delle cose. Anche l’interscambio con l’estero è stato negativo, per effetto di una riduzione delle esportazioni, anche se lieve, e di un consistente aumento delle importazioni.

Sfavorevoli i giudizi delle imprese sulla situazione economica

A preoccupare è la persistente debolezza del ciclo industriale. Le valutazioni da parte delle imprese restano infatti caute. In questo senso, è indicativo il capitolo relativo agli investimenti, in quanto le aziende partecipanti alle indagini condotte da Bankitalia e dall’Istat hanno segnalato un’espansione cauta dei propri piani di investimento per il 2020, più contenuta rispetto all’anno precedente. Nello scorso mese di novembre, l’attività industriale è rimasta pressoché stazionaria, frenata dalla flessione particolarmente pronunciata nel comparto energetico. Al netto di questa componente, la produzione è cresciuta solo dello 0,4%. Nel complesso, i giudizi sulla situazione economica in generale rimangono sfavorevoli.

L’incremento dei consumi potrebbe essere un fuoco di paglia

Come si diceva, il reddito delle famiglie ha conosciuto un incremento nel corso del 2019, sostenendo la spesa nei mesi estivi, mentre la propensione al risparmio risulta pressoché invariata. E, tuttavia, il calo degli indici di fiducia registrati in autunno potrebbe preludere a un rallentamento dei consumi, che hanno beneficiato dell’andamento favorevole del reddito disponibile, sostenuto moderatamente, a partire da aprile 2019, anche dal Reddito di cittadinanza. Sempre nel terzo trimestre, se è vero che il tasso di disoccupazione si è ridotto e che il costo del lavoro ha rallentato, frena però la crescita delle posizioni a tempo indeterminato che, pur restando positiva, è diminuita, riflettendo soprattutto le trasformazioni di contratti temporanei già in essere.

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI LA TUA
COPIA GRATUITA
RICEVILA ADESSO