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lunedì 11 Novembre 2019
La leadership cremasca nel restauro
La Tocchi di Colore e Paolo Mariani, entrambi associati alla Libera Artigiani di Crema, hanno ottenuto la committenza del restauro conservativo di due cappelle storiche alla Certosa di Pavia
Da sinistra, Moretti, Mariani e Biaggi
Le altre foto

Crema e il Cremasco non vantano solo una forte tradizione organaria. Tra i fiori all’occhiello di questo territorio figurano anche gli artisti del vetro e l’equipe della Tocchi di Colore ne è uno degli esempi migliori. Attiva dal 1987, la ditta di Offanengo, associata alla Libera Artigiani di Crema, lavora prodotti di altissima qualità, come le rinomate vetrate a vetro soffiato, abbellite con sfumature di colore uniche. L’azienda, guidata dai due soci Fabrizio Giuseppe Biaggi e Roberto Moretti non ha mai abbandonato la qualità e, come avviene in questi casi, i risultati non tardano ad arrivare.

Una felice collaborazione tra restauratori di respiro internazionale

Tra i lavori a firma Tocchi di Colore, sia nel campo del restauro che della realizzazione di nuove vetrate, ricordiamo quelli alla chiesa parrocchiale di Ombriano, al Vittoriale di Gardone Riviera, in alcune chiese in Toscana (Montecatini Terme, Livorno e Pistoia), ma anche all’estero, in Portogallo. L’intervento alla parrocchiale di Ombriano è un esempio di quella felice collaborazione tra Tocchi di Colore e il restauratore cremasco Paolo Mariani che, come vedremo, rappresenta il motivo principale di questo articolo. Mariani, insieme al fratello Marco, è specializzato negli interventi sul legno,  sui supporti lapidei e sui dipinti murali, e ha all’attivo esperienze significative tanto nel territorio (facciata del Duomo di Crema e il suo crocifisso; Basilica S. Maria della Croce; Palazzo Pignano), quanto a Venezia (Coro dei Frari) e in Medio Oriente, a Gerusalemme e nello Yemen.

Alla Certosa i due artisti si sono imposti su una concorrenza agguerrita

La loro è una collaborazione che si è instaurata già da diversi anni e che nel corso del tempo si è consolidata, fino ad arrivare al primo degli interventi pubblici in luoghi di particolare pregio. Stiamo parlando del restauro conservativo alla Certosa di Pavia, dove gli artisti cremaschi hanno superato una concorrenza agguerrita e si sono imposti, tra gli altri, su una storica ditta di Bergamo e su un famoso restauratore bolognese, che sembrava essere il più accreditato per una commissione così prestigiosa. Entrambi, infatti, tanto i restauratori della Tocchi di Colore quanto l’equipe Mariani sono annoverati nell’albo ministeriale dei restauratori nei rispettivi indirizzi specifici; requisito fondamentale per poter operare in ambito pubblico.

I lavori a Pavia sono realizzati con le tecniche più moderne

L’intervento alla Certosa di Pavia consiste in un restauro conservativo, tecnicamente il più complesso, nella cappella di Santa Maria Maddalena e in quella della Veronica, rispettivamente a sinistra e a destra dell’ingresso del luogo di culto. Quella di Santa Maria Maddalena è caratterizzata da due vetrate istoriate del XVI secolo e quella di destra da vetri geometrici antichi. I lavori sono iniziati da poco più di un mese e dovrebbero concludersi entro lo stesso novembre. I restauratori sono all’opera nel riparare e ripulire le superfici. «Per riconsolidare il vetro», ci spiega Biaggi, «le tecniche moderne prevedono di unire i vetri con resine epossidiche bicomponenti sullo strato della fessurazione, senza dover più utilizzare il piombo. Per quanto riguarda la pulizia, quest’ultima richiede acqua demineralizzata e carbonato di ammonio, che elimina incrostazioni di origine interna, dovute ai fumi delle candele ed esterna, causate dagli agenti atmosferici».

L’apprezzamento della Soprintendenza e un nuovo incarico

La Soprintendenza di Milano, committente dei lavori, ha talmente apprezzato l’operato della Tocchi di Colore, che ha deciso di affidarle anche un pronto intervento al rosone della facciata della Certosa, non previsto inizialmente, ma resosi necessario in seguito alla caduta di alcuni frammenti vitrei. Un incarico che testimonia la competenza riconosciuta alla ditta di Offanengo. «Il nostro obiettivo», aggiunge Mariani, «è quello di estendere la nostra collaborazione, considerato il fatto di aver avuto conferma non solo della nostra competenza, ma anche di essere competitivi. Uscire dai confini del Cremasco non è infatti così semplice: la concorrenza non manca e le porte delle committenze più prestigiose non si aprono facilmente».

 

 

 

 

 

 

LE FOTO
  • Restauro di una vetrata in corso
  • Una fase dei lavori alla Certosa
  • Il rosone della Certosa che deve essere restaurato
  • Le vetrate della cappella di Santa Maria Maddalena
  • Moretti al lavoro su una nuova vetrata
Redazione Mondo Business
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