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martedì 6 Aprile 2021
«La Fiera del bovino di Cremona si deve svolgere a ogni costo»
In preparazione del Consiglio comunale di Cremona, interamente dedicato alla Fiera zootecnica, giovedì prossimo, alle ore 18, il presidente di CremonaFiere, Roberto Biloni, e il direttore Massimo De Bellis saranno ospiti dell'Ufficio di presidenza del Consiglio comunale, che si svolgerà via web. In questa occasione sarà presentato ai capigruppo il piano di investimenti futuri previsti da CremonaFiere; gli obiettivi prefissati e gli strumenti predisposti dal cda per conseguirli

«Questo passaggio», dichiara il presidente del Consiglio comunale di Cremona, Paolo Carletti, «servirà ai capigruppo anche per poter predisporre un atto politico di indirizzo che, come richiesto dal sindaco Gianluca Galimberti, dovrà essere coraggioso e non scontato. Cremona non può prescindere dalla fiera zootecnica che la anima da un secolo e mezzo e tale fiera non può prescindere da una mostra di carattere nazionale che onori l’eccellenza zootecnica cremonese».

 Credere che la mostra si possa trasferire altrove è follia

«Ribadiamo che Anafij altro non è se non uno strumento che gli allevatori cremonesi si diedero per snellire le pratiche di organizzazione della mostra nazionale zootecnica. Credere che la stessa mostra si possa trasferire altrove è da matti: è come credere che il Torrazzo possa essere sradicato dalla nostra piazza del Comune. La politica cremonese garantisce impegno totale affinché la zootecnica cremonese continui ad avere il posto che merita nelle eccellenze produttive nazionali e garantisce sostegno alla fiera e alle componenti del cda che intendono impegnarsi per un piano di rilancio del comparto».

Concentrarsi su un evento che privilegi l’aspetto qualitativo

«La mostra dovrà essere organizzata a ogni costo e in concomitanza con eventuali altre mostre concorrenti. L’impegno vero dovrà essere rivolto su due fronti: chiarire a Regione Lombardia che per ragioni storiche e attuali l’interlocutore unico per l’organizzazione della mostra nazionale del bovino da latte non può che essere Cremona e non Anafij e poi concentrare le proprie prospettive di sviluppo su una mostra che privilegi l’aspetto qualitativo della produzione lattiero-casearia e la sostenibilità economica sociale ed ecologica dell’allevamento intensivo nel nuovo millennio, con l’impegno di tutti coloro che credono nel sistema Cremona».

Redazione Mondo Business
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