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martedì 12 Maggio 2020
La dichiarazione congiunta di Confindustria, Bdi e Medef all’Ue
Le tre principali federazioni industriali europee presentano a Bruxelles un piano articolato in sei punti, chiedendo alla politica ambizione e coesione
Roux de Bézieux, Boccia e Kempf

I presidenti delle tre maggiori federazioni industriali dell’Unione europea – Vincenzo Boccia per Confindustria; Dieter Kempf per la tedesca Bdi e Geoffroy Roux de Bézieux per la francese Medef, –  sono profondamente preoccupati per le conseguenze sociali, economiche e politiche della pandemia. Lo hanno scritto nero su bianco in una dichiarazione congiunta, inviata oggi alle istituzioni europee. «La crisi portata dal coronavirus», si legge nel documento, «è uno choc enorme, inaspettato e tragico per la vita pubblica, la salute, il benessere sociale e l’attività economica nei nostri Paesi. Iniziata come una crisi simmetrica, la pandemia avrà delle ripercussioni economiche e sociali senza precedenti in maniera asimmetrica, colpendo maggiormente alcuni territori e settori industriali e mettendo a rischio il level-playing field dell’Ue».

C’è bisogno di un ampio piano europeo

La richiesta delle tre federazioni si articola in sei punti. Innanzitutto, una risposta adeguata da parte della politica. «In questo trimestre, i nostri Governi devono passare da misure di liquidità e sociali di primo intervento a piani di uscita dall’emergenza e al sostegno fiscale», si legge sempre nella dichiarazione congiunta. «Mettere in atto piani di uscita in varie fasi per i prossimi tre o cinque trimestri è della massima importanza, per consentire alle imprese e ai lavoratori di pianificare il ritorno a modelli più normali di attività». Secondo i firmatari, è poi essenziale una cooperazione europea e internazionale: «È ovviamente necessaria una stretta collaborazione tra i nostri Governi e le istituzioni europee, al fine di rimettere in sesto, passo dopo passo, l’industria manifatturiera, il mercato unico, i trasporti transfrontalieri, la mobilità del lavoro e il turismo. Mantenere un sistema commerciale internazionale aperto e mitigare l’impatto della pandemia, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, sarà una responsabilità comune dei Paesi del G20, mentre evitare di adottare derive protezionistiche sarà responsabilità dei grandi attori internazionali nei loro dialoghi bilaterali».

La risposta dell’Ue dovrà essere senza precedenti

«Esortiamo i nostri Governi e le istituzioni europee a fornire una risposta comune senza precedenti e ambiziosa a questo choc economico. Il Temporary Framework sugli aiuti di Stato dovrà essere fortemente rafforzato (per esempio estendendo la durata delle garanzie sui prestiti e la riduzione dei costi delle misure). Dobbiamo far leva su tutti gli strumenti attualmente a nostra disposizione e su altri nuovi e più ambiziosi. Al di là del primo pacchetto di misure che ha utilizzato e rafforzato la capacità di prestito della Banca europea per gli investimenti, della Commissione europea e del Meccanismo europeo di stabilità, chiediamo una proposta coraggiosa per il prossimo Quadro finanziario pluriennale: la creazione di un Recovery Fund di dimensioni adeguate, che possa fornire un buon equilibrio di prestiti e sovvenzioni agli Stati membri». Inoltre, le tre federazioni sono favorevoli a un insieme di politiche fiscali volte a sostenere la domanda interna, nel momento in cui verranno rimosse le interruzioni sul lato dell’offerta. «In molti Paesi, tali misure dovranno essere consistenti e dovranno funzionare sia attraverso il canale di riduzione della tassazione che attraverso una spesa pubblica maggiore ma mirata».

Utilizzare il Green Deal per dare un nuovo slancio

«Almeno fino al 2023, sarà necessario prevedere un forte stimolo fiscale a livello nazionale ed europeo, pari fino al 5% del Pil all’anno nella maggior parte dei Paesi. L’adeguatezza della risposta europea in termini di dimensioni, tempistica, tipologie di finanziamento messe a disposizione e collegamento ai programmi di spesa esistenti o nuovi determinerà il modo in cui l’Unione europea potrà uscire da questa crisi. Dovrà emergere una vera solidarietà fiscale, attraverso risorse comuni da destinare ai Paesi più fortemente colpiti. Chiediamo di limitare il più possibile ogni fallimento societario; nessuna impresa europea dovrà fallire o soffrire a causa di perdite permanenti per colpa del mancato supporto da parte di un singolo Stato membro». Infine, conclude la dichiarazione congiunta, le recenti ambizioni della politica comunitaria per un’Europa più verde, inclusiva e innovativa dovranno essere interamente inserite a bilancio. «Esortiamo, pertanto, i nostri governi e le istituzioni europee a rispettare gli impegni assunti e utilizzare il Green Deal per dare nuovo slancio alle infrastrutture materiali e immateriali, promuovendo un ringiovanimento del valore aggiunto industriale europeo e salvaguardando e promuovendo le competenze dei nostri lavoratori».

Redazione Mondo Business
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