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martedì 20 Aprile 2021
La crisi economica alimenta la deriva verso l’illegalità
Oggi Confcommercio ha organizzato l’ottava edizione della “Giornata della legalità”. «È un tema straordinariamente attuale», commenta il presidente di Confcommercio Cremona, Andrea Badioni, «perché l’impatto della pandemia sulle imprese è stato devastante: migliaia di lavoratori e imprese stanno vivendo una situazione disperata, spesso da soli. Questo alimenta la deriva verso usura, riciclaggio e infiltrazioni criminali. Un rischio che deve essere scongiurato in ogni modo»

«Come associazione abbiamo intensificato la collaborazione con le forze dell’ordine, proprio per un monitoraggio costante e anche per affrontare tempestivamente ogni situazione che mostri qualche fragilità», commenta il presidente di Confcommercio Cremona, Andrea Badioni, «ma abbiamo sviluppato anche progetti concreti, a partire da quelli sul credito, cercando, attraverso un’iniziativa di AscomFidi-Lombardia, di garantire credito diretto alle aziende, senza passare attraverso gli istituti bancari. Quello della legalità è per noi un valore irrinunciabile e non negoziabile. I dati testimoniano che si sono, in Italia, 300mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi che rischiano di chiudere i battenti in modo definitivo. E non possiamo tacere che l’inadeguatezza dei ristori, in questa fase in cui le imprese sono state obbligate a chiudere, ha complicato la situazione».

Fondamentale quanto il Governo potrà mettere in campo

«Ogni giorno, in associazione, ho testimonianze drammatiche di colleghi che davvero non sanno più come andare avanti. Di conseguenza, quanto il Governo potrà mettere in campo per le ripartenze diventa fondamentale, sul piano economico ma anche sociale e civile. A giugno, finisce la moratoria sui crediti e non sappiamo quanto verranno estese le agevolazioni fiscali e neppure come si procederà con gli ammortizzatori sociali. Sono fattori che rischiano, se non gestiti con responsabilità, di spostare gli equilibri a favore della criminalità e della malavita e questo non possiamo permettercelo». Una preoccupazione che emerge, in maniera tangibile, anche dall’analisi dell’Ufficio studi.

40mila imprese sono in immediato e grave rischio di usura

Rispetto al 2019, spiega la Confcommercio, è più che raddoppiata la quota di imprenditori che ritiene aumentato il problema (27% contro il 12,7%), e sono a immediato e grave rischio usura circa 40mila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio. «L’usura», conclude sempre Badioni, «rimane una tipologia di reato che fatica a essere denunciato. A frenare la propensione alla denuncia non è tanto la speranza di poter restituire il prestito, quanto piuttosto la paura di subire ritorsioni; la percezione di essere soli; la poca fiducia nella giustizia e la vergogna che caratterizza coloro che, in ultima istanza, si vedono costretti a rivolgersi agli usurai. Come Confcommercio ribadiamo tutto il nostro impegno e siamo pronti a cercare una soluzione al problema, insieme a ciascuno degli imprenditori del nostro settore».

Redazione Mondo Business
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