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martedì 9 Marzo 2021
La crisi colpisce ancora, ma aumentano i segnali positivi
Nel quarto trimestre del 2020, il Pil ha segnato una variazione congiunturale negativa, che determina comunque una variazione positiva acquisita per il 2021 pari al 2,3%. Gli investimenti hanno mostrato un lieve incremento e nonostante il parziale inasprimento delle misure di contenimento sociale, le indicazioni provenienti dalle imprese segnalano alcuni elementi positivi nei primi mesi dell’anno. A febbraio, l’indice di fiducia delle imprese ha segnato un marcato progresso generalizzato

Nel quarto trimestre del 2020, il Pil ha segnato una variazione congiunturale negativa (-1,9%), che determina comunque una variazione positiva acquisita per il 2021 pari al 2,3%, precisa l’Istat. Alla flessione dell’attività economica hanno contribuito sia le componenti di domanda interna al netto delle scorte (-1,3 punti percentuali) sia la domanda estera netta (-1 p.p.), sintetizzando un aumento più accentuato delle importazioni rispetto alle esportazioni (+5,4% e +1,3% le variazioni congiunturali); solo la variazione delle scorte ha fornito un contributo positivo (+0,3 p.p.). Dal lato della domanda, i consumi delle famiglie residenti hanno subito un significativo calo congiunturale (-2,7%), generalizzato tra le diverse tipologie di beni, ma con intensità più accentuate per le spese in servizi e beni durevoli (rispettivamente -6,1% e -4,9%).

Lieve incremento negli investimenti

Gli investimenti hanno mostrato un lieve incremento (+0,2% in termini congiunturali), a sintesi dell’aumento della spesa per impianti, macchinari e armamenti (+3,3%) e, in particolare, della componente dei mezzi di trasporto (+13,1%) e del calo degli investimenti in costruzioni (-2,8% per le abitazioni e -1,6% per i fabbricati non residenziali). Dal lato dell’offerta, nel quarto trimestre la modesta flessione del valore aggiunto dell’industria in senso stretto, rispetto al trimestre precedente (-0,3%), si è accompagnata alla caduta di quello nelle costruzioni e nei servizi (rispettivamente -2,5% e -2,3%), questi ultimi fortemente condizionati dai risultati per le attività artistiche, di intrattenimento e altri servizi (-8,5%) e per il commercio, trasporto, alloggio e ristorazione (-5,3%).

Deciso ridimensionamento negli scambi con l’estero

Nel corso del 2020, gli scambi con l’estero hanno subito un deciso ridimensionamento. Le esportazioni hanno evidenziato un significativo calo rispetto all’anno precedente (-9,7%), una dimensione di poco superiore a quella osservata in Germania (-9,3%), ma più contenuta di quella francese (-16,3%). Le importazioni hanno registrato un calo più accentuato (-12,8%), di intensità analoga a quella osservata in Francia (-12,9%), mentre in Germania gli acquisti dall’estero hanno mostrato una flessione meno intensa (-7%). Osservando in dettaglio gli scambi di beni per il periodo gennaio-novembre 2020, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, si osserva una tenuta dei volumi esportati di beni essenziali: prodotti alimentari, farmaceutici e le bevande, mentre le esportazioni dei macchinari (-16,6%), del tessile(-21,2%), abbigliamento (-24,9%) e articoli in pelle (-22,7%) hanno segnato forti riduzioni. Invece, i prodotti petroliferi, in coincidenza con il crollo dei prezzi delle materie prime, hanno registrato una forte flessione (circa il 30%).

A febbraio indice di fiducia delle imprese in netto progresso

Dal lato delle importazioni, invece, è risultata particolarmente marcata la flessione dei volumi degli acquisti di autoveicoli (oltre il 30%) e degli articoli in pelle, mentre sono risultati in aumento i volumi importati di beni farmaceutici (+2,9%) e del tessile (+23,9%), da ricondurre all’acquisto di dispositivi di protezione sanitaria. Nonostante il parziale inasprimento delle misure di contenimento sociale, le indicazioni provenienti dalle imprese segnalano alcuni elementi positivi nei primi mesi dell’anno. A gennaio, le esportazioni verso i Paesi extra Ue hanno mostrato un miglioramento (+0,4% rispetto al mese precedente) e la produzione industriale è aumentata (+1%), evidenziando risultati positivi diffusi tra i settori. A febbraio, l’indice di fiducia delle imprese ha segnato un marcato progresso, generalizzato tra le attività. In particolare, nell’industria manifatturiera e in quella delle costruzioni tutte le componenti hanno segnato un recupero.

Redazione Mondo Business
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