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mercoledì 22 Luglio 2020
Italiani fra gli ultimi in Europa per istruzione
Il tasso di occupazione dei laureati residenti in Italia è superiore solo a quello greco ed è di ben 5 punti più basso di quello medio europeo. Quanto alle giovani donne, registrano vantaggi occupazionali molto forti al crescere del livello di istruzione, ma il loro tasso di occupazione resta significativamente inferiore a quello maschile
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La quota di popolazione tra i 25 e i 64 anni in possesso di almeno un titolo di studio secondario superiore è il principale indicatore del livello di istruzione di un Paese. In Italia, nel 2019, questa quota è pari al 62,2% (+0,5 punti rispetto al 2018), un valore decisamente inferiore a quello medio europeo (78,7% nell’Ue a 28 Paesi) e a quello di alcuni tra i più grandi Paesi dell’Unione a 28: 86,6% in Germania, 80,4% in Francia e 81,1% nel Regno Unito. Solo Spagna, Malta e Portogallo hanno valori inferiori all’Italia. Non meno ampio è il divario rispetto alla quota di popolazione di 25-64enni con un titolo di studio terziario: in Italia, si tratta del 19,6%, contro un valore medio europeo pari a un terzo (33,2%).

Ancora troppo alto fra i giovani l’abbandono degli studi

L’abbandono precoce del sistema di istruzione e formazione è rilevante anche a livello europeo. La quota di 18-24enni che possiede al più un titolo secondario inferiore ed è già fuori dal sistema di istruzione e formazione è uno degli indicatori della Strategia Europa2020, per il quale il benchmark europeo è stato fissato al 10%. Nel 2019, nonostante il valore in Italia scenda al 13,5% (per un totale di 561 mila giovani), in linea con la tendenza di più lungo periodo, la percentuale di ELET resta sopra al valore benchmark, quasi raggiunto in media dall’Ue a 28, dal Regno Unito e dalla Germania e già superato da diversi anni in Francia.

Più opportunità di lavoro per i laureati rispetto ai diplomati

Il tasso di occupazione della popolazione laureata residente in Italia è superiore solo a quello greco ed è di ben 5 punti più basso di quello medio europeo (81,4% contro 86,3%); questa differenza si riduce al crescere dell’età, ma si annulla solo nelle classi di età più mature, dai 50 anni in su. Nel nostro Paese, dunque, le opportunità occupazionali sono minori anche per coloro che raggiungono il più alto livello di istruzione, ma il “premio” che ne deriva, inteso come la maggiore occupabilità al crescere del titolo di studio conseguito, è elevato e in linea con quanto si osserva nella media dell’Unione. Nel 2019, il tasso di occupazione italiano tra i laureati di 25-64 anni è di quasi 30 punti più elevato di quello registrato tra chi ha conseguito al massimo un titolo secondario inferiore.

Tasso di occupazione: ampio il divario con l’Europa

Nonostante il limitato numero di giovani laureati in Italia, le loro prospettive occupazionali sono relativamente più deboli rispetto ai valori medi europei: la quota degli occupati tra i 30-34enni laureati non raggiunge l’80% (78,9%) contro un valore medio europeo dell’87,7%. Tra i più giovani, la differenza Italia-Ue nei tassi di occupazione dei laureati sale dunque a 9 punti. Resta inferiore a quello medio europeo anche il vantaggio occupazionale dei giovani con diploma, rispetto a coloro che non hanno conseguito questo titolo. Le giovani donne registrano vantaggi occupazionali molto forti al crescere del livello di istruzione, ma il tasso di occupazione femminile resta significativamente inferiore a quello maschile anche per le laureate più giovani (75,9% contro l’83,4% dei laureati).

Ancora troppo forte lo svantaggio femminile nel lavoro

Nonostante i livelli di istruzione delle donne siano più elevati, il tasso di occupazione femminile è molto più basso di quello maschile (56,1% contro 76,8%), evidenziando un divario di genere più marcato rispetto alla media Ue e agli altri grandi Paesi europei. Lo svantaggio delle donne si riduce tuttavia all’aumentare del livello di istruzione: il differenziale, che tra coloro che hanno un titolo secondario inferiore è pari a 31,7 punti, scende a 20,2 punti tra i diplomati e raggiunge gli 8,2 punti tra i laureati. Le donne in possesso di un diploma hanno un tasso di occupazione di 25 punti superiore a quello delle coetanee con basso livello di istruzione (un vantaggio doppio rispetto agli uomini) e la differenza tra laurea e diploma è di 16,6 punti (scarto di oltre tre volte superiore a quello maschile).

 

Redazione Mondo Business
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