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venerdì 5 Febbraio 2021
Italia: dalla ripresa estiva alla gelata autunnale
L'Ufficio parlamentare di bilancio, nella sua nota di febbraio, avverte dei rischi che il Paese può correre se non utilizzerà le risorse previste dal Recovery fund europeo o se le utilizzerà in maniera inefficiente. Occhio anche al debito pubblico, che è cresciuto notevolmente ma che dovrà necessariamente essere ridimensionato

L’economia italiana, dopo il rimbalzo nei mesi estivi, ha subito una nuova frenata nel quarto trimestre del 2020, in corrispondenza della recrudescenza dell’epidemia. Secondo le stime preliminari dell’Istat, il Pil ha segnato una flessione del 2% in termini congiunturali, superiore a quella dell’area dell’euro, dove l’attività si è invece ridotta dello 0,7%, a fronte di una dinamica pressoché stagnante in Germania. Nel complesso del 2020, l’evoluzione trimestrale del Pil ha determinato una diminuzione dell’8,9%, rispetto all’anno precedente (a fronte dell’incremento dello 0,3% nel 2019), segnando il peggior risultato dal dopoguerra. Nei conti annuali, questa dinamica dovrebbe tradursi in una flessione marginalmente più contenuta (-8,8%), per effetto dei due giorni lavorativi in più rispetto al 2019 (255 contro 253).

Recupero più lento

Gli indicatori sintetici del ciclo economico sono coerenti nel segnalare una debole dinamica ciclica anche per l’inizio dell’anno in corso. A dicembre, l’indice coincidente della crescita di fondo della Banca d’Italia (ITA-coin) è rimasto in territorio negativo, per il decimo mese consecutivo, sebbene su un valore appena inferiore allo zero, mentre l’indicatore anticipatore dell’Istat si è stabilizzato per il terzo mese consecutivo, interrompendo la fase di crescita iniziata a maggio. Nonostante la flessione del Pil nel quarto trimestre, il trascinamento statistico al 2021 è positivo (2,3%). Quest’anno l’attività economica tornerebbe ad espandersi (4,3% in media d’anno) e la crescita si manifesterebbe in particolare a partire dai mesi primaverili, avvantaggiandosi di un allentamento graduale dei provvedimenti restrittivi alla mobilità individuale. L’attività economica beneficerebbe inoltre delle misure finanziate con il bilancio pubblico e con i fondi del Recovery fund, che produrrebbero effetti anche nel 2022.

Rischi ancora elevati

Il quadro macroeconomico dell’economia italiana resta circondato da un’incertezza straordinariamente elevata, con rischi prevalentemente orientati al ribasso. Il contesto internazionale è infatti condizionato dall’evoluzione della pandemia. L’incertezza degli operatori economici, connessa alla durata e alle ripercussioni dell’emergenza sanitaria, resterà elevata, almeno fino a quando le campagne vaccinali non daranno risultati tangibili sul controllo dell’epidemia. Nel breve periodo, permangono inoltre rischi di tensioni sui commerci tra Cina e Usa, in quanto la nuova amministrazione americana ha confermato l’orientamento di protezione delle imprese nazionali a scapito di quelle estere. Per l’Italia, le previsioni presentate dipendono strettamente dall’ipotesi che l’ondata di contagi ritorni gradualmente sotto controllo nell’orizzonte di previsione, grazie anche ai progressi nella vaccinazione. Riguardo alla politica economica, si assume che le misure di sostegno alle famiglie e alle imprese continuino a operare e che l’utilizzo da parte dell’Italia dei fondi europei resi disponibili consenta di avviare senza ritardi progetti che attivano lo sviluppo.

Attenzione al debito pubblico

Le politiche espansive, fiscali e monetarie, stanno limitando in diversi Paesi la recessione, tramite l’espansione dei bilanci di governi, banche centrali e istituzioni finanziarie internazionali. Nei prossimi anni, quando il virus sarà controllato e l’economia mondiale si riporterà su un sentiero di crescita stabile, occorrerà riassorbire gli elevati debiti accumulati. Sfasamenti tra le fasi cicliche dei diversi Paesi potrebbero incidere sui premi per il rischio sovrano, richiesti dai mercati finanziari alle economie in cui il recupero è più lento. Se tale eventualità riguardasse l’Italia, caratterizzata da uno stock di debito pubblico già alto, le tensioni finanziarie potrebbero riflettersi in un repentino peggioramento.

Redazione Mondo Business
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