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venerdì 26 Giugno 2020
Intervista a Biloni, nuovo presidente di CremonaFiere
La nomina di Roberto Biloni, vice presidente della Camera di commercio di Cremona, è nel segno della ritrovata concordia tra le diverse anime di CremonaFiere. «Per il futuro della Fiera nessuna preclusione», dichiara il neo presidente. «Sono aperto a ogni proposta»
Roberto Biloni

CremonaFiere ha un nuovo presidente, eletto quest’oggi dall’assemblea dei soci. Si tratta di Roberto Biloni, in quota alla Camera di commercio di Cremona, di cui è vice presidente. Quella di Biloni alla presidenza dell’ente fieristico è stata solo la conferma ufficiale di una indiscrezione che circolava da tempo. Come vice presidente di CremonaFiere è stato eletto invece Giovanni Bozzini, presidente della CNA Cremona. La Coldiretti, che nei giorni scorsi aveva fatto sapere che non sarebbe entrata nel nuovo cda, ha confermato la sua linea, pur garantendo un appoggio esterno e non escludendo un possibile, futuro rientro nell’amministrazione dell’ente. Il nuovo cda, dopo aver modificato lo statuto per poter assegnare un posto a ogni socio, è composto da 14 membri, 5 di nomina pubblica (comune di Cremona e provincia di Cremona) e 9 espressi dalle associazioni di categoria. Gli altri tre soci rimasti fuori dal nuovo cda sono appunto la Coldiretti, Apa e Consorzio Agrario di Cremona.

La soddisfazione del presidente della Camera di commercio

«Come premessa, vorrei ringraziare il cda uscente e l’ex presidente Zanchi», commenta Gian Domenico Auricchio, presidente della Camera di commercio di Cremona, uno dei tre principali sostenitori economici di CremonaFiere, insieme a comune e provincia di Cremona. «Quella che ci hanno consegnato è una CremonaFiere senza più “zavorre” sulle spalle. Sono molto soddisfatto per quanto riguarda l’assemblea di oggi. Conosco il neo presidente Biloni e lo stimo molto, ma mi fa piacere soprattutto che il suo nome sia l’esito di un lavoro di convergenza da parte delle associazioni di categoria socie. Si tratta di un ottimo segnale in vista della ripartenza che ci attende. D’altra parte, sia la Camera di commercio sia i soci pubblici, comune e provincia di Cremona, hanno condiviso la scelta di favorire le associazioni nel compito di individuare una soluzione che unisse le varie componenti».

Peccato per il rifiuto della Coldiretti di entrare nel cda. «Sì, mi spiace per questa scelta, perché la Coldiretti è un’associazione molto importante e avrebbe potuto garantire un contributo significativo. L’auspicio è che possa rientrare al più presto nel cda e comunque la coinvolgeremo nel percorso che intraprenderemo. Da parte nostra e dei soci pubblici, abbiamo già assicurato la disponibilità a cambiare nuovamente lo statuto di fronte alla possibilità di nuovi ingressi».

Il sindaco di Cremona chiede un rilancio in tempi stretti

«Mi associo anch’io ai ringraziamenti al cda uscente e all’ex presidente Zanchi», interviene il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, «perché con il loro lavoro il bilancio di CremonaFiere ha retto bene in un momento difficile e apre addirittura a prospettive interessanti. In secondo luogo, quest’oggi ho chiesto a tutti i soci un impegno costante e continuo, già a partire dalla settimana prossima, per definire un progetto di rilancio per la nostra Fiera, che deve passare necessariamente anche attraverso una ricapitalizzazione, aprendo il confronto ad altre realtà private, eventualmente interessate a entrare a far parte dell’ente. È necessario darsi tempi stretti: al massimo pochi mesi. Il lavoro di elaborazione di questo progetto strategico, peraltro, non deve riguardare solo il cda, ma tutta l’assemblea dei soci, dove siede anche Coldiretti. Infine, confermo che anche il comune di Cremona ha dato la sua disponibilità a intervenire nuovamente sullo statuto di CremonaFiere e sulla sua governance, se questo servisse a rafforzare l’ente con nuovi ingressi».

Il vice presidente Bozzini apre al mondo industriale

«Si tratta di una nomina piuttosto inaspettata», confessa Bozzini, il nuovo vice presidente. «Ho accettato perché mi è stato proposto dalle associazioni di categoria e perché quello che ci attende è un impegno importante e la posta in gioco è alta». Quale sarà l’aspetto su cui intende lavorare maggiormente per il futuro della Fiera? «L’inclusione. CremonaFiere deve essere inclusiva, se intende svolgere un ruolo strategico per il nostro territorio e personalmente sono convinto che ne abbia le potenzialità. Questo significa una particolare attenzione rivolta al mondo industriale cremonese e cremasco, con un’apertura verso una possibile ridefinizione dell’assetto societario».

L’intervista al nuovo presidente di CremonaFiere

Presidente, come intende impostare il lavoro all’interno del nuovo cda? «Vorrei un confronto interno molto libero e sincero, perché sono del parere che è attraverso il ragionamento tra posizioni diverse che si possono ottenere dei risultati. Di sicuro, la nostra provincia, pur essendo piccola all’interno della grande regione lombarda, tuttavia vede i suoi confini allargarsi sempre più, grazie alle sue eccellenze: la zootecnia, l’agroalimentare e la musica. Di conseguenza, anche il mondo fieristico si deve aprire per diffondere questi suoi fiori all’occhiello, cercando sinergie con altre realtà che, come Cremona, hanno in vista un obiettivo comune: il bene del nostro Paese.

Purtroppo il Covid non semplifica le cose. «È così: il suo impatto non risparmierà nemmeno l’assetto del sistema fieristico. Non bisogna dimenticare, però, che il 50% dei beni esportati all’estero passa attraverso manifestazioni fieristiche. Un dato come questo mi fa pensare che il digitale non sarà il futuro del commercio. Lo influenzerà, certo, e lo sta già facendo, ma la gente ha bisogno di contatto fisico e sono convinto che continuerà a essere vero anche nel commercio. Ad ogni modo, il nuovo cda dovrà riflettere anche su questo tema».

Ha già un’idea in proposito? «Le faccio solo un esempio: fino a ieri, una grande fiera, come quella di Milano, poteva ospitare anche centomila visitatori. Adesso, stante le norme di sicurezza vigenti, questo non è più possibile. Dunque, si potrebbe ipotizzare una collaborazione con questa grande fiera, mettendo a disposizione i nostri spazi per garantire una prosecuzione a Cremona delle manifestazioni importanti che si svolgono nella metropoli».

Esiste una linea rossa, qualcosa a cui CremonaFiere non è disposta a rinunciare? «Al momento sono aperto a soluzioni a 360 gradi. Non credo nell’utilità delle preclusioni. Le chiusure, qualora siano necessarie, devono sempre arrivare in un secondo momento, dopo aver ascoltato le proposte dell’interlocutore. Certo, CremonaFiere intende salvaguardare la sua autonomia, ma questo non deve essere inteso come un atteggiamento di chiusura».

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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