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martedì 29 Ottobre 2019
Internazionalizzare è una vocazione lombarda
Assoindustria Cremona ha collaborato all'Indagine internazionalizzazione 2019 “Le imprese lombarde nelle catene globali del valore”, realizzato da Confindustria Lombardia

Il 94% delle imprese lombarde internazionali predilige l’export ad altre forme di presenza estera; oltre un terzo del fatturato è realizzato all’estero; per le imprese altamente internazionalizzate la filiera lombarda è strategica per prossimità, qualità e diversità delle competenze; i principali mercati sono Germania, Francia e Spagna, mentre Russia, USA e Germania sono i primi Paesi target per il triennio 2019-22. Questi sono i principali risultati emersi dall’Indagine internazionalizzazione 2019 “Le imprese lombarde nelle catene globali del valore”, realizzato da Confindustria Lombardia, in collaborazione con Sace Simest e ISPI, con il coordinamento scientifico del Centro Studi di Assolombarda e delle altre associazioni territoriali socie, tra cui l’Associazione Industriali di Cremona.

Il Consorzio Casalasco del Pomodoro tra le aziende champion

L’indagine ha raccolto informazioni su oltre 1.700 imprese lombarde associate al sistema Confindustria Lombardia e include un focus sulle catene globali del valore, approfondito anche attraverso interviste a sette imprese champion altamente internazionalizzate e rappresentanti dei diversi settori specifici. Tra le sette aziende champion individuate, il settore agroalimentare è rappresentato da un’importante realtà del territorio cremonese, il Consorzio Casalasco del Pomodoro,  proprietario dei marchi Pomì e De Rica; prima filiera agroindustriale del pomodoro da industria in Italia e terza a livello europeo.

La competizione è sempre più dura. Occorre una continua innovazione

«Nonostante la congiuntura non favorevole», dichiara Serena Ruggeri, vice presidente dell’Associazione Industriali di Cremona, «l’indagine 2019 conferma la vocazione internazionale delle imprese lombarde: le nostre aziende riescono a competere con successo sui mercati esteri, grazie all’eccellenza del loro prodotto e alle reti di relazioni fra le imprese presenti sui nostri territori, che permettono di fornire beni e servizi di elevata qualità. Sono tante infatti le competenze e le straordinarie specializzazioni delle filiere locali. La competizione, tuttavia, si fa sempre più dura: i Paesi emergenti sono agguerriti e le nostre imprese dovranno necessariamente puntare sulla continua innovazione. In questo processo dovranno essere affiancate dal sistema Paese e dalla stessa Unione Europea, dal momento che i colossi Usa, Cina, India e Russia hanno portato le relazioni economiche su un piano che va ben oltre le dimensioni dei singoli Stati Ue».

I risultati dell’Indagine contenuti nel Rapporto Internazionalizzazione 2019:

I risultati dell’Indagine contenuti nel Rapporto Internazionalizzazione 2019 indicano che la modalità di presenza estera più diffusa è quella delle esportazioni (94% imprese rispondenti), seguite dalle importazioni (64%); la dimensione continua a influenzare la possibilità di effettuare forme di internazionalizzazione di crescente complessità e rischio (al crescere della dimensione aumenta la presenza all’estero, prima commerciale e poi produttiva); il fatturato realizzato all’estero incide per il 45% del totale, con tendenza crescente all’aumentare della dimensione (38% micro, 41% piccole, 51% medie, 58% grandi); le previsioni di crescita all’estero delle imprese lombarde sono ridimensionate; l’Ue rimane ancora l’area principale di destinazione delle vendite, mentre la Cina è il primo Paese per scelta delle sedi produttive; Russia, Usa e Germania sono i principali Paesi target per il triennio 2019-22; ricerca partner esteri e incontri B2B sono i servizi di maggior interesse per tutte le classi dimensionali;

I principali risultati del focus sulle catene del valore globale delle imprese lombarde

Di seguito, invece, i principali risultati del focus sulle catene del valore globali delle imprese lombarde: ben sette imprese su dieci hanno fornitori in Lombardia; oltre la metà delle imprese intervistate lavora principalmente su commessa o subfornitura; le filiere sul territorio sono molto lunghe e vengono trainate dalle grandi aziende (un terzo delle aziende che lavora in subfornitura lavora per grandi committenti rivolti a mercati Ue ed extra-Ue); anche per le imprese altamente internazionalizzate la filiera lombarda è strategica, per prossimità, qualità e diversità delle competenze dei fornitori e spesso, tra la grande impresa e i fornitori locali, nasce un beneficio reciproco.

 

Redazione Mondo Business
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