PRIMO PIANO
sabato 7 Marzo 2020
Indagine di Confindustria sui contraccolpi da coronavirus
Confindustria ha sottoposto un questionario a un campione di aziende, associate e non. Il 65% ha già rilevato impatti sulla propria attività

Come abbiamo già raccontato su questo nostro sito, gli imprenditori hanno manifestato fin da subito una forte preoccupazione per la diffusione dell’attuale epidemia da coronavirus, sia quando sono cominciate ad arrivare le prime notizie dalla Cina sia, in modo molto più marcato, dopo la scoperta di focolai in Italia. A questo proposito, anche Confindustria, come già la CNA nazionale, ha avviato un’indagine tramite un questionario online, per ascoltare le imprese italiane, associate e non. L’elevato grado di preoccupazione ha fatto sì che la partecipazione all’indagine sia stata molto elevata: ad oggi, infatti, hanno risposto oltre 5.500 imprese (l’analisi qui riportata si basa su più di 4mila risposte, che si riducono a 3.171 dopo la pulizia dei dati). Sebbene la composizione del campione per sua natura non possa considerarsi rappresentativa della popolazione di imprese italiane, è tuttavia altamente indicativa di come venga percepita l’emergenza stessa su scala territoriale e settoriale.

Nella manifattura il 60% delle imprese ravvisa effetti negativi

Dall’analisi dei risultati emerge che ad aver registrato impatti sulla propria attività a causa della diffusione del Covid-19 in Italia è il 65% delle imprese coinvolte, con una percezione più alta della media in Lombardia e Veneto, dove si è attestata intorno al 70%. L’impatto è risultato pervasivo in particolare per le attività di alloggio e ristorazione, dove il 99% delle imprese ha segnalato di aver subito effetti negativi, nonché per tutte le attività legate ai servizi di trasporto. Per la manifattura, il 60% delle imprese intervistate ravvisa degli effetti negativi, con problemi più evidenti per il settore dell’abbigliamento e della lavorazione dei pellami, della chimica e dell’elettronica. Ad oggi, la diffusione del Covid-19 in Italia sta causando soprattutto danni relativi al fatturato delle aziende, come indicato dal 27% delle risposte; più esiguo (6%) il numero di chi ha subito solo effetti legati al danno degli input produttivi, anche se va detto che quasi il 20% degli interessati ha sperimentato problemi di entrambi i tipi.

Già il 10% teme di non poter raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020

Per quanto riguarda l’entità del danno relativa al fatturato, se oltre il 35% delle imprese che hanno partecipato all’indagine non ne ha subiti, circa il 25% ritiene di avere accusato impatti trascurabili o gestibili attraverso piccoli aggiustamenti, mentre il 17% delle imprese rileva danni significativi, che implicheranno la riorganizzazione del proprio piano aziendale. Circa un 10% delle imprese, poi, teme già di non poter raggiungere gli obiettivi per l’anno in corso, se non addirittura di dover ricorrere a ridimensionamenti della struttura aziendale. D’altra parte, considerata l’incertezza elevata, molte imprese non si sentono ancora di poter rispondere. Il 5% dichiara di aver già dovuto ricorrere all’uso della cassa integrazione ordinaria a seguito della diffusione del Covid-19. Infine, dall’indagine condotta, è emerso anche che il 24% del campione ha subito danni per mancata partecipazione o cancellazione di fiere ed eventi promozionali.

 

Redazione Mondo Business
Potrebbe interessarti anche:

Virus cinese: i timori delle aziende italiane

Da un'indagine di Promos Italia su un campione di 200 aziende, sei su dieci si aspettano conseguenze per i loro rapporti commerciali ma è troppo… [Leggi tutto]

Coronavirus: effetti negativi sul 72% delle imprese CNA

Quasi tre piccole imprese su quattro accusano ricadute negative dall’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Lo rileva un questionario di CNA [Leggi tutto]

Coronavirus: 3,6 miliardi sono insufficienti

Secondo la Cgia, il Governo dovrebbe destinare almeno 10 miliardi di euro per evitare che l’Italia cada in una spirale pericolosissima [Leggi tutto]

Coronavirus: le richieste della provincia di Cremona

In occasione dell’emergenza, i rappresentanti del territorio cremonese si sono riuniti lo scorso 2 marzo e hanno condiviso alcune richieste al Governo [Leggi tutto]

Coronavirus: sarà un duro colpo per le imprese

L'auspicio di Umberto Cabini, titolare della Icas di Vaiano Cremasco: «Mi auguro che il Governo riveda la sua posizione su alcune nuove tasse» [Leggi tutto]

Coronavirus: l’economia italiana ne uscirà a pezzi

Renato Ancorotti, imprenditore del settore cosmetico, avverte: «Quando l’interscambio economico è fermo, come oggi, vuol dire che l’economia non funziona più» [Leggi tutto]

Coronavirus: le paure dei piccoli imprenditori

Giuseppe Capellini, artigiano cremasco e presidente di Rei – Reindustria Innovazione, teme che non si possa reggere a lungo: «La situazione sta diventando pesante» [Leggi tutto]

RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO