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venerdì 22 Gennaio 2021
In crescita il numero delle start up innovative
Il nuovo rapporto trimestrale registra un incremento delle start up innovative. Il solo territorio milanese vanta il 19,2% del totale nazionale, più di qualsiasi altra regione. Elevata la rappresentanza di imprese fondate da under 35, mentre al contrario risultano sottorappresentate le imprese femminili

È online la nuova edizione del rapporto di monitoraggio trimestrale dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle start up innovative. Il rapporto, che presenta dati aggiornati al 1° gennaio 2021, è frutto della collaborazione tra ministero dello Sviluppo economico e InfoCamere, con il supporto di Unioncamere. Il rapporto offre una vasta panoramica sul mondo delle start up, a quasi otto anni dall’introduzione della policy dedicata, e costituisce uno dei pilastri dell’esteso sistema di monitoraggio curato dal Mise.

La Lombardia ospita oltre un quarto di tutte le start up italiane

Tra le principali informazioni contenute nel rapporto figurano la crescita della popolazione: le start up iscritte si assestano ormai stabilmente sopra quota 10mila. Al 1° gennaio 2021 se ne contano infatti 11.899: il 3,2% di tutte le società di capitali di recente costituzione. È la Lombardia a ospitare oltre un quarto di tutte le start up italiane (27%). Il solo territorio milanese, con 2.282, rappresenta il 19,2% della popolazione: più di qualsiasi altra regione. Superano quota mille il Lazio che, con 1.383, rappresenta l’11,6%, e la Campania, con 1.053, 8,9% del totale nazionale. Tuttavia, la regione con la maggiore densità di imprese innovative è il Trentino-Alto Adige, dove circa il 5,4% di tutte le società costituite negli ultimi cinque anni è una start up.

Le start up innovative sono soprattutto micro imprese

Elevata la rappresentanza di imprese fondate da under 35 (il 19% del totale), mentre risultano sottorappresentate le imprese femminili: 13,1%, contro un 21,5% registrato nel complesso delle società di capitali. Le start up innovative sono soprattutto micro imprese, con un valore della produzione medio di poco superiore a 184mila euro. Ciò è anche dovuto al ricambio costante cui è soggetta questa popolazione: per definizione, le imprese best performer, più consolidate per età e fatturato, tendono progressivamente a perdere lo status di start up innovativa. Come è fisiologico, le start up innovative mostrano un’incidenza più elevata della media di società in perdita (oltre il 52,6%, contro il 30,9% complessivo). Tuttavia, le società in utile mostrano valori particolarmente positivi in termini di redditività e valore aggiunto. Inoltre, le start up innovative presentano un tasso di immobilizzazioni – uno dei principali indicatori della propensione a investire delle aziende – di circa sette volte più elevato rispetto alle altre aziende comparabili.

Redazione Mondo Business
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