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mercoledì 29 Aprile 2020
Impiantisti: si può tornare a lavorare a pieno regime
CNA Installazione Impianti spiega le difficoltà in cui è incorsa finora un’attività che pure non si era mai fermata del tutto

Già con il Dpcm dell’11 marzo le attività impiantistiche, di cui al codice Ateco 43.2, erano state consentite, sia che si trattasse di manutenzione e riparazione che di installazione di nuovi impianti, naturalmente salvaguardando la salute di dipendenti e cittadini/utenti tramite l’adozione del distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Una prudenza giustificata dall’alto numero di contagi

«Tuttavia, come CNA Installazione Impianti», afferma Elisa Capelletti, responsabile del settore per la CNA Cremona, «abbiamo voluto dare alle nostre imprese delle indicazioni “prudenziali”, sconsigliando l’installazione di nuovi impianti e suggerendo di limitarsi alle manutenzioni e riparazioni che rivestissero carattere di necessità e urgenza. E questo per una serie di motivi. Nei primi giorni dell’emergenza sanitaria, infatti, erano i cittadini/utenti, preoccupati di possibili contagi, a impedire l’ingresso degli installatori nei propri appartamenti, anche se dotati di Dpi. A ciò si è aggiunta un’altra preoccupazione, quella dei titolari delle nostre imprese, a loro volta allarmati di poter contrarre il contagio dai clienti. Se a tutto questo aggiungiamo l’elevato numero di contagiati nel nostro territorio e la scarsa disponibilità di Dpi, la nostra prudenza era assolutamente giustificata».

Coi cantieri fermi gravi ripercussioni anche per gli installatori

«Oggi», prosegue Capelletti, «anche a fronte delle Faq del Governo e della risposta di chiarimento, giunta il 14 aprile dall’assessorato allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, rispetto a come si interpreta l’operatività delle imprese del settore impiantistico, è possibile affermare che le imprese impiantistiche possono svolgere per intero la propria attività. Ciò significa, per esempio, che gli installatori possono lavorare nei cantieri, rimasti chiusi agli operatori dell’edilizia; installare nuovi impianti nelle abitazioni private, nelle quali era precluso il lavoro a muratori, imbianchini, ecc. e nelle aziende. Si sa però quanto alcuni interventi necessitino del lavoro congiunto di più artigiani, per cui, a causa dell’inattività dei cantieri, anche l’attività degli installatori è rimasta ferma, con gravi ripercussioni dal punto di vista economico».

Per una ripresa al cento per cento fondamentale recuperare i Dpi

«In vista della fase 2, sarà fondamentale riuscire a svolgere gli interventi nel rispetto delle prescrizioni stabilite per il contenimento e il contrasto alla diffusione del Covid-19, salvaguardando le misure tese ad assicurare la salute e la sicurezza di lavoratori e cittadini». «Per poter riprendere a lavorare a pieno regime sarà fondamentale riuscire a recuperare in tempi rapidi, nei volumi adeguati e a prezzi competitivi, tutti i dispositivi di protezione individuale per poter lavorare in tutta sicurezza», interviene a tal proposito Davide Palmas, titolare di Hidroklima e portavoce CNA del settore. «Non nascondo, infatti, che per tutto il mese di marzo trovare una mascherina a un prezzo consono fosse un’impresa quasi impossibile».

 

Redazione Mondo Business
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