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giovedì 11 Febbraio 2021
Il tonfo delle partite Iva nell’ultimo anno
Tutte le principali forme giuridiche accusano cali. I risultati migliori spettano al commercio, mentre sul piano del genere si rileva una sostanziale parità. Bene i giovani: l’unico raggruppamento a segnare un incremento

Secondo il ministero dell’Economia, nel quarto trimestre del 2020 sono state aperte 102.373 nuove partite Iva e, in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente, si registra una flessione (-6,1%). La distribuzione per natura giuridica mostra che il 64,5% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 26% da società di capitali e il 4,1% da società di persone. Rispetto al quarto trimestre del 2019, tutte le principali forme giuridiche accusano cali: dal -6,9% delle persone fisiche al -14,1% delle società di persone. Riguardo alla ripartizione territoriale, il 44,8% delle nuove aperture è localizzato al Nord, circa il 21% al Centro e il 33,4% al Sud e nelle Isole, ma il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente evidenzia flessioni in quasi tutti i territori.

Quasi la metà delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni

In base alla classificazione per settore produttivo, è sempre il commercio a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva, con il 23,5% del totale, seguito dalle attività professionali (12,9%) e dall’agricoltura (11,1%). Sempre rispetto al quarto trimestre del 2019, gli effetti dell’emergenza sanitaria sono stati determinanti per l’andamento degli avviamenti nei vari settori economici sia in senso negativo: alloggio e ristorazione (-44,1%), attività di intrattenimento (-37,7%) e servizi vari (-31,2%) che in positivo: sanità (+73,4%), attività finanziarie (+14,4%) e servizi di comunicazione (+6%). Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra una sostanziale stabilità. Il 48,3% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 30% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni.

Oltre il 19% delle nuove partite Iva proviene dall’estero

Rispetto allo stesso periodo del 2019, solo la classe più giovane segna un incremento di aperture (+5,8%); le altre accusano consistenti flessioni (-23,9% la più anziana). Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 19,2% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero. Nel periodo in esame, 39.420 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 38,5% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Redazione Mondo Business
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