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venerdì 15 Gennaio 2021
Il territorio cremonese chiede una deroga alla zona rossa
Il presidente della provincia di Cremona e i sindaci di Cremona, Casalmaggiore e Crema hanno inviato al ministro della Salute e al presidente di Regione Lombardia una lettera congiunta, in cui chiedono di valutare l'opportunità di esentare il territorio provinciale dall’applicazione delle misure più restrittive imposte dalla zona rossa. Gli indici di contagio nel territorio cremonese sono infatti al di sotto della media lombarda

«Sappiamo che i dati epidemiologici lombardi nel loro insieme non sono incoraggianti e per le prossime ore si prospettano scenari ancora una volta cupi per i nostri cittadini, stretti nella morsa di un’emergenza, che come voi sapete bene, non è più solo sanitaria ma tocca anche le dimensioni economica e sociale delle famiglie e delle comunità.  La Lombardia, regione di oltre 10 milioni di abitanti, un sesto del Paese, presenta però anche un quadro epidemiologico al momento molto diversificato, con situazioni provinciali di grande sofferenza ed altre, come la provincia di Cremona, con indici di contagiosità al di sotto della media lombarda. Forse proprio perché eravamo stati fra i primi e i più colpiti dell’ondata primaverile, ora il virus da noi colpisce meno e la situazione appare più sotto controllo».

Le attività economiche chiedono solo di poter tornare a lavorare

«L’incidenza dei nuovi contagi colloca la provincia di Cremona al di sotto della media regionale e, ancor più, di quei territori che presentano valori superiori a 200 casi ogni 100mila abitanti. Questo ci conforta nel chiedere che si possa ipotizzare, per la Lombardia, un trattamento differenziato per province, sulla scorta appunto dei dati epidemiologici raccolti. Vero che nel primo lockdown si erano fermati anche i territori lombardi meno coinvolti, rispetto a Cremona, Lodi e Bergamo, ma è vero anche che, dopo undici mesi di regime emergenziale e di provvedimenti restrittivi, immaginare una applicazione delle regole più aderente alle realtà territoriali ci pare doverosa. Anche per andare incontro a tutte quelle attività economiche che stanno realmente toccando il fondo e che non chiedono aiuti e sussidi. Conosciamo bene l’orgoglio e l’operosità dei lombardi: chiedono solo di lavorare».

Le scuole cremonesi sono già pronte al ritorno in presenza al 50%

«Anche per la scuola, caro ministro e caro presidente, la nostra provincia, sotto il coordinamento del tavolo prefettizio, era pronta a riprendere la didattica in presenza al 50% dallo scorso 11 gennaio. Ciò premesso, gentili sig. ministro e sig. presidente, siamo a chiedervi di valutare, per la provincia di Cremona, l’applicazione di quanto previsto dall’art. 2 comma 2, nonché dall’art. 3 comma 2 del Dpcm del 14 gennaio 2021, che prevede testualmente: “Con ordinanza del ministro della Salute adottata ai sensi del comma 1, d’intesa con il presidente della Regione interessata, può essere prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico, l’esenzione dell’applicazione delle misure di cui al comma 4”. Anche nel testo del nuovo Dpcm è chiaramente ribadito che la decisione spetta al ministro della Salute, d’intesa con il presidente della Regione, cui chiediamo un dirimente, prioritario consenso, in ragione anche del parere che potrà ricevere dal Cts regionale».

In ginocchio moltissime attività commerciali e artigianali della provincia

«Facciamo nostre, signor ministro e signor presidente, le istanze dei nostri concittadini e concittadine e delle categorie più vessate. Siamo reduci in queste ore da incontri in cui abbiamo ad esempio ascoltato le ragioni di baristi e ristoranti, ma poi ci sono il mondo dello sport, le palestre; una infinità di attività commerciali e artigianali delle nostre città in ginocchio. E, ancora una volta, i giovani e la scuola, che hanno già pagato prezzi altissimi. Attendiamo un vostro riscontro, riponendo fiducia nella vostra attenzione e nella sensibilità con cui vorrete considerare i nostri argomenti e le nostre istanze e vi salutiamo cordialmente».

Redazione Mondo Business
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