PRIMO PIANO
venerdì 12 Giugno 2020
Il sistema camerale italiano all’estero chiede più risorse
Nella fase di ripartenza del Paese, le 81 Camere di commercio all'estero stanno facendo la loro parte a servizio del tessuto produttivo italiano, per il rilancio del made in Italy nel mondo e per potenziare l’azione del Patto per l’export messo in campo dal Governo
Gian Domenico Auricchio

L’export incide per quasi un terzo sul valore del Pil, ma le ultime stime prevedono una riduzione delle esportazioni nel 2020 pari al 14%. La vitalità del processo di internazionalizzazione è direttamente legata alla capacità delle Pmi italiane di mantenere la competitività all’estero nello scenario post Covid-19. In questo contesto, Assocamerestero sottolinea – in una lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri, a nome di tutte le Camere di commercio italiane all’estero – la necessità che nei provvedimenti economici in discussione alla Camera dei deputati ci sia concreta attenzione per l’apporto straordinario della rete delle 81 Ccie, operanti in 58 Paesi a favore di quasi 70mila aziende esportatrici, in stretto raccordo e collegamento con il sistema camerale italiano.

La crisi globale rischia di minare l’efficienza dell’attività delle Ccie

Al primo posto, tra i servizi delle Ccie, ci sono il business scouting per il posizionamento sul mercato estero (35% delle prestazioni fornite), seguito dalle attività di networking (25%) e dall’organizzazione di missioni di buyer esteri in Italia (20%). L’attività sul mercato delle Ccie consente di moltiplicare per oltre cinque volte il contributo dello Stato, ma la crisi globale causata dal Covid-19 rischia di minarne l’efficienza, proprio quando ci sarebbe più bisogno di una piena e maggiore operatività, sebbene tante siano le iniziative messe in campo dalle Ccie durante l’emergenza sanitaria. Oltre a supportare – in affiancamento alla rete diplomatica – il reperimento di materiale sanitario essenziale per il Paese, sono state realizzate infatti più di 300 azioni di informazione, formazione e assistenza alle imprese, in larga parte con l’utilizzo della rete digitale e almeno altre 350 sono in programma entro il prossimo luglio.

Oltre 20mila imprese, italiane ed estere, associate alla rete

«Ogni giorno mettiamo al servizio dell’Italia il contributo di chi lavora all’estero con le imprese», ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Assocamerestero, nonché della Camera di commercio di Cremona. «Abbiamo aderito in maniera convinta al Patto per l’export, forti dei 300mila contatti di business sviluppati ogni anno e delle oltre 20mila imprese, italiane ed estere, associate alla rete. Le Ccie si sono sempre largamente autofinanziate sul mercato, ma la crisi globale causata dal Covid-19 ha compromesso numerose iniziative già previste, mettendo a serio repentaglio l’attività del sistema camerale. In questa fase, perciò, risulta quanto mai urgente garantire l’efficacia e la piena operatività della rete, preziosa per le imprese e per il sistema Paese nel suo complesso».

 

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO