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mercoledì 25 Settembre 2019
Dal prefetto allarme criminalità organizzata
Il prefetto di Cremona, Vito Gagliardi, ha voluto incontrare i sindaci del Cremasco per affrontare i rischi delle infiltrazioni mafiose nel territorio

A Crema, questa mattina, in sala Alessandrini, il prefetto di Cremona, Vito Gagliardi, ha incontrato i sindaci del Cremasco, per affrontare un tema che il rappresentante dello Stato considera prioritario fin dal suo insediamento: le possibili infiltrazioni della microcriminalità negli enti pubblici. Un primo incontro dedicato allo stesso argomento, si era già tenuto ieri, a Cremona. Insieme al prefetto, anche il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, nelle vesti di padrona di casa; il questore, Carla Melloni e il procuratore capo della Repubblica di Cremona, Roberto Pellicano, oltre ai rappresentanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e della DIA, la direzione investigativa antimafia di Brescia.

L’importanza di non sottovalutare i campanelli d’allarme

«Il Cremasco è una terra di confine con il territorio milanese», ha sottolineato il prefetto, «ed è un’area molto industrializzata, da qui i potenziali rischi che il “virus” della criminalità organizzata possa cercare di infiltrarsi a livello dei singoli Comuni. Ecco, perciò, l’importanza di fare rete all’interno del vostro territorio, per fronteggiare un pericolo che è concreto. Si tratta di un aspetto da tenere in grande considerazione. Infatti, in caso contrario, è alto il rischio che, sentendoci al riparo da questo fenomeno, giudicato lontano, si finisca per non vedere e ignorare importanti indizi e campanelli d’allarme; elementi, invece, da non sottovalutare assolutamente, perché è proprio segnalandoli in modo tempestivo che si può impedire al “virus” di guadagnare spazio, sconfiggendolo sul nascere, quando è ancora debole».

Tra le più esposte nei confronti della criminalità ci sono le aziende

«C’è un fattore culturale, prima ancora che giudiziario, da tenere in debita considerazione», ha poi aggiunto il procuratore. «Ed è una lotta che ciascuno deve ingaggiare nel proprio ambito. Quello che occorre è una sinergia tra la battaglia sul fronte culturale, e penso in particolare al mondo della scuola, e quelle sui fronti amministrativo e giudiziario. I Comuni hanno a disposizione un patrimonio inestimabile per questo compito ed è quello informativo». Maggiore è l’informazione, infatti, maggiore può essere l’attività di contrasto, avvertono tutti i relatori. Tra le più esposte, nei confronti della criminalità organizzata, ci sono le aziende, per le quali gli effetti negativi vanno dall’esclusione da appalti pubblici alle vere e proprie intimidazioni.

Grazie ai Comuni del Cremasco si sono già ottenuti risultati concreti

Da più parti, è stata poi evidenziata l’importanza dell’informazione, di ogni tipo di informazione. «Siamo in una zona alquanto virtuosa», ha commentato il comandante provinciale della GdF, il colonnello Cesare Maragoni. «Alcuni Comuni del Cremasco ci hanno già fatto segnalazioni, a cui sono seguiti risultati concreti ed è un esempio di quella sinergia di cui si è parlato. Voi sindaci non avete idea della quantità di informazioni di cui siete in possesso, anche in maniera inconsapevole».

 

 

 

 

 

 

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Redazione Mondo Business
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