PRIMO PIANO
lunedì 4 Maggio 2020
Il piano di Regione Lombardia per la ripresa
Il vice presidente della Giunta regionale, Fabrizio Sala, rivendica il ruolo della Lombardia come modello di innovazione tecnologica nella fase 2 dell'emergenza coronavirus
Fabrizio Sala

Quali sono le azioni messe in campo da Regione Lombardia per fronteggiare l’emergenza economica provocata dal coronavirus? Lo abbiamo chiesto al vice presidente regionale, Fabrizio Sala, che è anche a capo della task force per l’emergenza istituita dal governatore lombardo Fontana. «Come Regione Lombardia abbiamo messo in campo un’ampia gamma di misure di sostegno alle imprese duramente colpite da questa epidemia. Abbiamo approvato il pacchetto finalizzato a favorire l’accesso al credito a professionisti e imprese lombarde e a ridurre il pricing dei finanziamenti, attraverso diverse misure ad hoc per le Pmi. Inoltre, abbiamo istituito un nuovo strumento di sostegno per le stesse Pmi, gestito dal sistema camerale lombardo, per quanto riguarda la realizzazione di progetti di sperimentazione, prototipazione e messa sul mercato di soluzioni, applicazioni, prodotti e servizi innovativi nell’ambito dell’impresa 4.0. Quanto a quelle imprese che hanno riconvertito la loro produzione per realizzare dispositivi medici, abbiamo erogato loro un sostegno di 10 milioni di euro. Tuttavia, non solo il mondo produttivo, ma anche gli enti locali sono stati al centro della nostra attenzione, tramite un intervento di finanziamento massiccio per Comuni e Province, finalizzato a opere cantierabili entro il prossimo ottobre, e una proroga degli adempimenti tributari relativamente alle imposte gestite dalla Regione. Tutto questo solo finora».

Ci sono altri strumenti in progetto? «Stiamo predisponendo un piano per gli investimenti di sostegno all’export e al made in Italy e contributi a fondo perduto per la ricalendarizzazione degli eventi fieristici. In quest’ottica abbiamo già stanziato 6 milioni di euro per stimolare la ripresa del mercato in ambito agroalimentare, puntando a rilanciare le nostre imprese con interventi diretti e aiuti concreti. Poi, certamente, occorrerà un piano per la semplificazione e la sburocratizzazione, in quanto chiavi fondamentali per la ripartenza del nostro sistema economico. Ci sono particolari proposte che la Regione ha presentato al Governo nazionale, sulla base delle esigenze specifiche del tessuto economico lombardo? «Il tessuto economico lombardo è contraddistinto da piccole e medie imprese, soprattutto a vocazione manifatturiera, e certamente queste aziende hanno subito un colpo durissimo dall’epidemia. Pertanto, quello che chiediamo è che siano assolutamente aiutate con un’iniezione di liquidità necessaria per poter ripartire, dopo l’ingente perdita dovuta alla chiusura. Si devono però accelerare i pagamenti alle imprese semplificando i controlli, assicurando così che arrivino a destinazione tutte le risorse che le imprese attendono, anche quelle provenienti da fondi europei».

Secondo alcuni studi, dagli choc economici si generano abitualmente nuove opportunità in termini di innovazione tecnologica per le aziende. Al riguardo anche Regione Lombardia si sta attrezzando per farsi trovare preparata? «Sicuramente sì. Uno dei pilastri fondamentali della rigenerazione economica che dovrà caratterizzare l’attuale fase 2 consiste nella reazione alla crisi, da parte delle attività produttive, tramite l’utilizzo di nuove tecnologie, la cui introduzione è favorita proprio da questa situazione di emergenza. Le nostre imprese in grado di produrre con nuove tecnologie adatte alla fase di contenimento del contagio potranno rappresentare un valido esempio per altri Paesi coinvolti da questa crisi, con cui potranno commercializzare le stesse soluzioni innovative». Che ruolo rivestono la ricerca e le università lombarde in quest’ottica? «Rivestono un ruolo fondamentale, perché sono tra le prime in assoluto al mondo e collegate con gli altri principali atenei a livello internazionale. Al momento stanno studiando l’epidemia direttamente sul campo e non solo sotto l’aspetto medico, ma anche sotto una prospettiva statistica ed economica. Il loro supporto sarà molto importante per la ripartenza della nostra economia».

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO