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mercoledì 10 Febbraio 2021
Il Covid interrompe la crescita di imprese femminili
A fine 2020, le imprese femminili sono 4mila in meno rispetto al 2019 e la pandemia colpisce soprattutto le attività delle under 35. Si interrompe così una rincorsa che proseguiva da sei anni

La crisi si fa sentire anche sulle imprese femminili, interrompendone la rincorsa che andava avanti da sei anni. A fine 2020, infatti, l’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e InfoCamere registra un calo dello 0,29%, pari a quasi 4mila attività in meno rispetto al 2019. Una perdita contenuta, quindi, tutta concentrata al Centro Nord (il Mezzogiorno segna infatti un +0,26%), che interrompe però una crescita costante dal 2014; le imprese guidate da donne sono un milione e 336mila. Scende, seppur di poco, anche il loro peso sul totale del sistema produttivo nazionale: ora è pari al 21,98%, a fronte del 22% del 2019. I dati di fine 2020 mostrano anche come la gestione dell’emergenza sanitaria ha prodotto una battuta d’arresto soprattutto sulle imprenditrici giovani. Sebbene il tessuto produttivo femminile resti comunque mediamente “più giovane” di quello maschile, le aziende guidate da donne di meno di 35 anni di età hanno ridotto lievemente il proprio peso sulla componente imprenditoriale femminile. Le attuali 154mila attività di giovani donne sono, infatti, l’11,52% del totale, mentre nel 2019 erano il 12,02%.

Manifattura, agricoltura e commercio scontano i danni maggiori

Su queste dinamiche, ma anche sul coinvolgimento delle Camere di commercio nelle azioni di supporto al fare impresa delle donne, si concentra l’incontro in corso oggi, promosso da Unioncamere con la rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile e con le associazioni di categoria. Commercio, agricoltura e attività manifatturiere scontano i veri danni della pandemia: quasi 4.400 (-1,24%) le imprese femminili commerciali in meno rispetto al 2019; oltre 2.400 in meno (-1,15%) quelle agricole; -870 (-0,91%) quelle manifatturiere. Continua, al contrario, la crescita di tutti gli altri settori, a partire da quelli a maggior contenuto di conoscenza: le attività professionali (+1.475, con una variazione del 3,59%); le attività finanziarie ed assicurative (+816; +2,99%); l’istruzione (+235; +2,44%); i servizi di informazione e comunicazione (+573; +2,24%); le attività immobiliari (+1.253; +2,05%). In crescita anche le imprese del noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+1.084; +1,99%), mentre crescono solo moderatamente le attività di alloggio e ristorazione (+791 imprese, pari al +0,59%), terzo settore in termini di consistenza delle imprese femminili.

La Lombardia è sostanzialmente stazionaria, con un -0,05%

Sono soprattutto le regioni del Centro che vedono ridurre la partecipazione femminile al mondo dell’impresa: oltre 2.400 le attività in meno nel 2020, rispetto al 2019, con una diminuzione dello 0,81%. Nel Nord-Est le imprese guidate da donne calano di quasi 1.500 unità (-0,63%), mentre il Nord-Ovest registra poco più di 1.200 imprese femminili in meno rispetto all’anno precedente (-0,39%). Positivi al contrario i dati del Mezzogiorno: quasi 1.300 le imprese in più, pari al +0,26%. Sei le regioni, quasi tutte nel Mezzogiorno, che vedono aumentare le attività guidate da donne. In Campania, Trentino-Alto Adige, Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia, il confronto con l’anno scorso mostra variazioni positive comprese tra il +0,63% e il +0,10%. La Lombardia, con un -0,05%, è sostanzialmente stazionaria. Perdite consistenti si registrano invece in Molise, Friuli Venezia Giulia, Marche, Valle d’Aosta e Liguria, dove le variazioni negative sono comprese tra il -2,02% e il -1,08%. Sono 34, inoltre, le province che registrano incrementi di imprese femminili, compresi tra il +1,41% di Lecco e il  +0,06% di Latina. Dopo Lecco, si mantiene sostenuta la crescita di imprese guidate da donne a Ragusa (+1,38%), Napoli (+1,34%), Agrigento (+1,17%) e Crotone (+1,04%); Isernia (-2,79%), Vercelli (-2,11%) e Udine (-1,93%) le province che, al contrario, mostrano le maggiori riduzioni.

Redazione Mondo Business
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