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lunedì 18 Maggio 2020
Il Covid-19 fa perdere 5 milioni di euro a Crema
Il decreto legge “Rilancio” ha approvato uno stanziamento di risorse per i Comuni, alle prese con un drastico calo di entrate, ma ancora non basta. Ne abbiamo parlato con la sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, che avverte: «Dovremo sacrificare qualche opera pubblica»
Stefania Bonaldi

Qual è la situazione a Crema? Di quante risorse avreste bisogno ed entro che tempi, per poter garantire un servizio pubblico adeguato?

«Per il comune di Crema basta questo numero: cinque milioni di euro in meno, il 10% dell’intero bilancio, che ormai va riscritto; numeri che sono conseguenza delle minori entrate. Le casse comunali, grazie a una gestione sana, hanno comunque risorse per garantire la continuità amministrativa e anche alcune scelte orientate all’aiuto economico delle fragilità. Useremo l’avanzo di amministrazione dopo l’approvazione del rendiconto 2019. Certo, questo potrà voler dire sacrificare qualche opera pubblica, ma è evidente che in un momento straordinario si impongono scelte straordinarie».

È soddisfatta dello stanziamento per i Comuni approvato dal Governo nell’ultimo decreto “Rilancio”?

«Mi sembra un ottimo esempio. Il fondo destinato alle province più colpite dal contagio, tra le quali purtroppo c’è anche la nostra, fa sì che Crema possa contare su 2,17 milioni di euro. Di tutti gli strumenti possibili, lo stanziamento a fondo perduto immediatamente disponibile è il più adatto in una situazione di emergenza. Queste risorse verranno destinate a iniziative economiche e sociali; le useremo per un pacchetto di misure che servano a sostenere le attività produttive e commerciali e le famiglie».

Al di là delle sospensioni di tasse e contributi decretate dal Governo, quali altre azioni ha messo in campo il Comune di Crema per venire incontro alle esigenze delle categorie produttive più colpite?

«Anche la Giunta comunale di Crema ha sospeso tutte le tariffe e i tributi che le competono fino al 30 giugno, delibera poi votata all’unanimità in Consiglio comunale. Si tratta di una prima misura di sollievo per famiglie e imprese, che, come sappiamo, molto spesso tendono a identificarsi, essendo la nostra una terra di imprese familiari. Abbiamo naturalmente in programma un pacchetto di aiuti all’economia locale e alle famiglie in difficoltà, che comporta una quantificazione di spesa, e una serie di iniziative che potremmo definire “espansive”, cioè grazie alle quali il Comune, rinunciando ad alcuni tributi, oppure derogando alle norme vigenti, possa consentire agli esercizi commerciali di agganciare la prossima riapertura. Alludo a sgravi sulla fiscalità locale, in particolare Tari, plateatici e Cosap, tassa sulla pubblicità e le affissioni.

Ci sono opere o iniziative già programmate che, a causa della mancanza di risorse, sarete costretti a rinviare?

«Molto probabilmente, come dicevo, sul fronte delle opere pubbliche sarà necessario rivedere le nostre priorità. La mia amministrazione, per profonda convinzione programmatica, ha tre elementi irrinunciabili: welfare, edilizia scolastica e sottopasso. Su questi temi non ci sarà alcun taglio. Anzi, nel caso del welfare, abbiamo già dimostrato la capacità, grazie anche al contributo di donatori privati e di una co-progettazione che sta funzionando bene, di poter inventare nuovi ed efficaci servizi in breve tempo. L’edilizia scolastica procede come da programmi e anche sul sottopasso recupereremo i due mesi perduti, ma l’opera non è in discussione e resta strategica».

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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