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giovedì 21 Gennaio 2021
Il commercio cremonese chiede supporto a livello nazionale e locale
Un documento unitario, condiviso da alcune associazioni di categoria di Cremona, con proposte necessarie e concrete, oltre che velocemente realizzabili, per rispondere alle criticità che rischiano di condannare a morte un settore già oggi pesantemente colpito dalle conseguenze della pandemia

«Come associazioni di categoria (CNA, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio, Sistema Impresa Asvicom) portiamo all’attenzione di tutti i livelli istituzionali un documento unitario con proposte necessarie e concrete, oltre che velocemente (se non immediatamente) realizzabili, per rispondere alle criticità che rischiano di condannare a morte un settore già oggi pesantemente colpito dalle conseguenze della pandemia». Così recita il comunicato congiunto delle associazioni sopra citate. «Un comparto strategico, non solo per gli aspetti economici e occupazionali, ma anche per quanto riguarda la vitalità delle città e dei paesi; strettamente collegato alla leva del turismo e imprescindibile nei servizi alle comunità locali».

Servono impegni precisi su indennizzi e aperture

«Le nostre imprese sono una componente essenziale dell’economia: capaci di garantire un contributo al Pil territoriale e all’occupazione. Abbiamo affrontato questi mesi con serietà e responsabilità e crediamo nel confronto e nella collaborazione, ma evidenziamo che, ora più che mai, servono impegni certi e un cronoprogramma preciso su indennizzi e aperture. Per questo il documento è costituito da due sezioni che hanno destinatari e obiettivi diversi. La prima chiede all’ente locale di farsi portavoce delle nostre istanze ai tavoli istituzionali; la seconda ha come destinatario il Comune stesso».

La divisione in aree sia su base provinciale

«Mai come ora, per il Paese, è necessario evitare di bloccare l’economia: siamo ormai sull’orlo del baratro. Un rischio che si può evitare considerando le restrizioni su base provinciale e non regionale, come è stato fatto fino ad oggi. La provincia di Cremona e i sindaci dei Comuni più importanti si sono mobilitati per ottenere una deroga per Cremona. Chiediamo che questo principio sia fatto proprio da Anci e Upi, affinché insieme possano avanzare la richiesta al Governo. Crediamo, inoltre, che sia necessario subordinare l’apertura delle imprese alla loro capacità di garantire la sicurezza di chi vi opera e dei clienti».

 Le sole promesse non sfamano le persone

«Se perdura la situazione di lockdown occorre prevedere ristori adeguati a coprire, quantomeno, le spese vive di gestione (affitti, ammortamento e deterioramento beni). Sugli stessi ristori, peraltro, occorrono maggiori certezze: molte imprese lamentano ritardi nell’erogazione degli indennizzi promessi dal Governo. Chiediamo, pertanto, una forte azione di sensibilizzazione, a ogni livello istituzionale, perché arrivino ristori adeguati, dal momento che le promesse non sfamano le persone. Va inoltre ribadito che i ristori devono essere parametrati secondo l’effettivo calo del fatturato e non basandosi solo sui codici Ateco».

Favorire l’accesso al credito è irrinunciabile per la ripartenza

«Il settore arriva da un anno drammatico ed è quindi da ipotizzare una moratoria della fiscalità per tutto il 2020 e, almeno, per la prima metà del 2021. Chiediamo che si sensibilizzi il Governo su una vera moratoria fiscale (non basta la sola proroga ponte). Occorre, poi, un’azione coesa di tutti i soggetti interessati per favorire l’abbattimento di altri tributi che, comunque, incidono sulla attività. Senza dimenticare la questione dell’accesso al credito: fondamentale per imprese che si sono fortemente impoverite e che vanno sostenute, tanto per ragioni di investimenti quanto per la liquidità necessaria alla spesa corrente. Favorire l’accesso al credito è una condizione irrinunciabile per la ripartenza».

Sostenere forme di lavoro flessibili

«Vanno reintrodotti contratti di lavoro flessibili (per esempio a chiamata), perché è difficile ipotizzate il ritorno alla normalità se non come un cammino lento e discontinuo. Così come vanno previste facilitazioni per chi assume con contratti più solidi. Si tratta di strumenti concreti per cercare di contenere una inevitabile situazione di fragilità occupazionale e del mercato del lavoro».

Richieste in ambito locale

«Negli scorsi mesi del lockdown abbiamo ottenuto l’esenzione per l’occupazione dei plateatici. Tuttavia, sono necessarie misure più incisive. In particolare, va ridimensionata ulteriormente, se non persino annullata, la Tari: non quella domestica, ma quella delle imprese (evitando la sola proroga rateizzata su quanto dovuto, anche perché per le aziende è già difficile far fronte al pagamento 2020). Chiediamo, poi, che sia rinnovata per tutto il 2021 la concessione gratuita dei plateatici, così come l’esenzione sull’imposta di pubblicità. La stessa attenzione va riservata al tema delle utenze: occorrono agevolazioni non solo sui consumi, ma anche sulla quota di canone delle reti. Infine, il comune di Cremona è intervenuto con un bando affitti: un’iniziativa sicuramente importante. Serve, però, che il Governo preveda risorse maggiori su questo tema».

Sagre e altri eventi

«Bisogna evitare che, quando saremo tornati ad una qualche normalità, le nostre imprese si trovino a competere anche con altre realtà impegnate ad organizzare manifestazioni ed eventi, spesso con regimi fiscali agevolati, senza dover pagare tutti gli oneri che gravano sulle attività tradizionali.  Aiutare le imprese a vivere significa tutelare e valorizzare la città, il suo tessuto commerciale, fatto di tante realtà che offrono quotidianamente i loro servizi e fanno vivere Cremona».

Redazione Mondo Business
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