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mercoledì 2 Dicembre 2020
HoCare 2.0: il progetto della Camera di commercio di Cremona per gli over 65
Il progetto HoCare2.0 è dedicato a imprese, enti che offrono servizi a persone over 65 e a centri di ricerca. L’obiettivo è quello di dotare gli operatori di dispositivi tecnologici, nell’ottica di rilevare una serie di dati nel momento della consegna del pasto, da poter fornire anche al medico o alla famiglia

Grande partecipazione all’incontro online: “L’innovazione digitale nella sanità: Progetto HoCare2.0 e opportunità nella Silver economy”, organizzato dalla Camera di commercio di Cremona, che si è tenuto il 20 novembre. L’evento, dedicato alle imprese e agli enti che offrono servizi a persone over 65, oltre che a centri di ricerca, ha visto la partecipazione di oltre sessanta persone, tra imprenditori, funzionari delle pubbliche amministrazioni e ricercatori. “HoCare 2.0” rientra nel più ampio progetto europeo finanziato all’interno del programma comunitario “Interreg Central Europe”, proprio con l’obiettivo di promuovere soluzioni innovative per l’assistenza domiciliare sociale e sanitaria delle persone over 65. L’idea di “HoCare 2.0” è quella di dotare gli operatori di dispositivi tecnologici, nell’ottica di rilevare una serie di dati nel momento della consegna del pasto, da poter fornire anche al medico o alla famiglia.

Ad oggi la telemedicina viene utilizzata solo nel 5% dei casi

L’incontro si è aperto con una panoramica sulla silver economy, a cura del  segretario generale della Camera di commercio di Cremona, Maria Grazia Cappelli: «Entro il 2060 un terzo dei cittadini europei avrà più di 65 anni, il che rende la silver economy, ovvero il settore economico che si sviluppa attorno ai bisogni delle persone di età superiore ai 65 anni: uno dei settori in più rapida crescita. È per questo che la Camera di commercio, insieme a Regione Lombardia, si è candidata a essere uno dei partner del progetto “HoCare2.0”, nella speranza di poter mantenere le persone fragili il più possibile nelle loro abitazioni». A seguire, il prof. Paolo Locatelli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Innovazione digitale in Sanità del Politecnico di Milano, ha esposto i dati relativi all’innovazione digitale nel settore della sanità e, in particolare, ha mostrato come la telemedicina venga ad oggi utilizzata solo nel 5% dei casi o meno, nonostante i medici di Medicina generale mostrino interesse nell’utilizzo.

L’utenza cremonese ha mostrato interesse per l’assistenza a domicilio

Ad evidenza di ciò, Nevio Boscariol, responsabile del settore economico servizi di Aris – Associazione religiosa istituti socio-sanitari, ha sottolineato come, in base alla sua esperienza, questo possa derivare da due principali fattori: da un lato, si può denotare un’utenza con basso livello di educazione digitale e, dall’altro, una barriera tecnologica, dovuta al difficile utilizzo dei dispositivi tecnologici. Per ribadire l’importanza della coprogettazione, Anna Alghisi, funzionaria del comune di Cremona, parlando della sperimentazione che è stata recentemente avviata sul territorio cremonese, ha aggiunto: «L’utenza cremonese ha dimostrato particolare interesse per servizi di assistenza a domicilio (consegna pasti, spesa e farmaci ecc.), specialmente in questa particolare situazione di emergenza sanitaria, ma soprattutto le persone hanno dimostrato di voler partecipare attivamente: vogliono essere anche “registi” delle soluzioni che le interessano”.

Un percorso aperto alle best practice dell’intero territorio nazionale

L’incontro è stato interamente moderato da Luca Gastaldi, docente del Politecnico di Milano, che in conclusione ha sottolineato come il territorio cremonese è un territorio pronto per accogliere questo tipo di iniziative e come l’emergenza Covid ha semplicemente amplificato la sensibilità alla tematica. «Storicamente, il nostro territorio ha già fatto sperimentazioni su questo fronte e il progetto “HoCare 2.0” vuole essere un ulteriore passo avanti per aumentare il livello di servizi digitali offerti a pazienti e caregiver. Questa strada non deve essere percorsa da soli, ma in una logica di continua esposizione alle best practice dell’intero territorio nazionale. Questa è solo la prima puntata in un percorso che nei prossimi mesi ci vedrà impegnati su questo fronte, per continuare a discutere di queste tematiche così importanti con dati, best practice e avanzamenti, rispetto alle progettualità già implementate o in fase di implementazione».

Redazione Mondo Business
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