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venerdì 27 Novembre 2020
Grandi opportunità dal 5G, ma solo un’impresa su cinque si è attivata
L’80% delle aziende utilizzatrici finali ancora non conosce o non ha pienamente compreso le opportunità e i benefici del 5G e solo il 20% ha già iniziato a muovere i primi passi. Le imprese ICT sono le più interessate, ma anche su questo versante non mancano deficit e ritardi

«Le nuove reti 5G rappresentano una discontinuità netta con le generazioni precedenti», afferma Antonio Capone, responsabile scientifico dell’Osservatorio 5G & Beyond della School of Management del Politecnico di Milano, che ha condotto una ricerca in merito alla nuova tecnologia. «Per la prima volta abbiamo un sistema che può lavorare su punti diversi tra loro e che consente di migliorare, in base all’applicazione, la velocità di accesso, il consumo energetico, l’affidabilità dei collegamenti e il numero di dispositivi connessi».

Necessario aumentare sforzi e investimenti

«Il 5G è una rivoluzione con tante possibilità di applicazione in molti settori, dalle smart city alla manifattura; dalla logistica all’agricoltura; dai trasporti alla sanità, solo per citarne alcuni, e con potenziali benefici per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni», osserva Marta Valsecchi, direttore dell’Osservatorio 5G & Beyond. «Ma perché questo diventi realtà c’è un ecosistema ancora da costruire, lavorando innanzitutto sullo sviluppo di conoscenze, competenze e cultura del 5G, ancora carenti persino fra le aziende ICT. E, poi, bisogna aumentare sforzi e investimenti per implementare l’infrastruttura di rete necessaria per farla funzionare e ripensare una catena del valore che apra alla collaborazione con attori di altri ecosistemi e crei servizi verticali di alto valore per le imprese utilizzatrici».

5G: quali opportunità per le aziende?

Le opportunità delle reti 5G non sono ancora comprese dalla maggioranza delle imprese. Da un sondaggio condotto dall’Osservatorio su 328 aziende utilizzatrici finali (end user) e 222 imprese ICT emerge che l’80% delle aziende che in futuro utilizzeranno i servizi abilitati da questa tecnologia non ne conosce o non ne vede, al momento, i vantaggi. Più nel dettaglio, il 41% è incerto, ne percepisce l’impatto ma non sa se la propria realtà sarà coinvolta; il 26% non conosce il tema e non è consapevole delle implicazioni di business del 5G; il 5% è scettico, conosce l’argomento ma pensa che non porterà un reale valore; l’8% è disinteressato, potrebbe essere un’opportunità per altre realtà, ma non per la propria. Del restante 20%, solo l’1% si sente già un esperto conoscitore del 5G, mentre il 19% ha avviato progetti o sta iniziando ad approcciare il tema. Il settore che appare più pronto è quello dei servizi, con il 26% di aziende ricettive, il 2% di esperte e una minore incidenza di imprese inconsapevoli (21%). Seguono Pa e sanità, con il 20% di aziende ricettive ma anche la percentuale più alta di inconsapevoli (35%) e il manifatturiero, con il 15% di imprese ricettive, il 2% pioniere e il 26% che non conosce il tema.

Le possibili applicazioni del 5G

Sono 122 le sperimentazioni condotte in Italia. Le più diffuse sono legate al monitoraggio da remoto (35%), utilizzate soprattutto in ambito smart city, per esempio con sistemi di gestione della mobilità; smart parking; illuminazione intelligente e cestini intelligenti per la raccolta dei rifiuti e in agricoltura, per tenere sotto controllo le coltivazioni e ricevere alert in caso di situazioni anomale. Altri ambiti di applicazione sono la sanità, con l’analisi continuativa dei parametri vitali di pazienti e atleti, e la manutenzione predittiva nelle grandi infrastrutture distribuite, come le ferrovie, monitorate con sensori o droni. Più limitate le sperimentazioni di collaborative robots (2%), che impiegano robot umanoidi per dare informazioni ai clienti o per automatizzare alcune attività di fabbrica.

Gli investimenti richiesti sono significativi

«Quasi tutte le applicazioni mappate consentono di offrire benefici tangibili rispetto alle reti attuali e in alcuni casi servizi totalmente nuovi», fa notare Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio 5G & Beyond. «Tuttavia, gli investimenti richiesti sono significativi e pertanto è probabile che, quantomeno nei prossimi anni, solo realtà end user molto esperte, con una forte consapevolezza delle esigenze soddisfabili con il 5G e dei benefici ottenibili, saranno disposte ad investire su queste reti. Allo stesso tempo, queste imprese potrebbero costruirsi un importante differenziale competitivo, accelerando in questa direzione».

I potenziali benefici del 5G

L’Osservatorio ha realizzato anche un modello per stimare i benefici che il 5G potrà generare in alcuni ambiti specifici, concentrandosi per questo primo anno sulle Remote operations e analizzando più nello specifico le operazioni di assistenza da remoto per la manutenzione di impianti industriali (Remote assistance/Commissioninge quelle di pilotaggio e movimentazione di mezzi e macchine industriali (Remote control). In entrambi i casi si riscontrano benefici sia tangibili che intangibili. Per quanto riguarda i primi, si è riscontrata maggior produttività, perché diminuisce il tempo di inattività della macchina, e più interventi giornalieri, senza costi di trasferta, con meno emissioni di CO2, oltre alla possibilità di completare l’esecuzione di un servizio anche in caso di impedimenti agli spostamenti e alla maggior soddisfazione di aziende, operatori e clienti. Per quanto riguarda i benefici intangibili, sono emersi la soddisfazione del cliente per le consegne nei tempi stabiliti; il miglioramento d’immagine dell’azienda; la possibile riduzione dei costi di formazione e infine l’aumento della soddisfazione dell’operatore per un maggior coinvolgimento in processi critici e per l’aggiornamento delle sue competenze.

Il 5G necessario per garantire continuità in contesti di crisi

«L’emergenza Covid 19 dimostra come queste soluzioni non siano più solo un’opportunità da cogliere per migliorare, ma una condizione essenziale per poter operare e non dover interrompere il proprio business in contesti di crisi», afferma Giovanni Miragliotta, responsabile scientifico dell’Osservatorio 5G & Beyond. «Non poter intervenire tempestivamente su un macchinario fermo danneggia l’azienda utilizzatrice, ma anche quella che ne cura la manutenzione, che non può effettuare il proprio lavoro. E una situazione di lockdown, come quella vissuta in primavera e in parte ancora in corso, ci ha insegnato che investire sul commissioning di un macchinario da remoto significa non paralizzare la vendita dell’impianto e non interrompere i flussi finanziari in ingresso».

 

 

Redazione Mondo Business
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