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sabato 2 Gennaio 2021
Già 18 i Comuni favorevoli a una nuova Ats cremonese
Il M5S, attraverso il consigliere regionale Degli Angeli e il consigliere comunale di Crema, Draghetti, sprona l'Area omogenea cremasca a far sentire la propria voce in Regione Lombardia: «Bisogna rilanciare la medicina di base territoriale in un’ottica preventiva»
L'ospedale Maggiore di Cremona

«I sindaci devono avere un ruolo da protagonisti nel ridisegno dell’assetto sanitario lombardo.  L’Area omogenea cremasca, oltre alla fondamentale progettualità del Presst, deve far sentire la sua voce  e dimostrarsi interlocutore proattivo nei confronti di regione Lombardia anche in ottica di riforma della legge 23». Così dichiara il portavoce in consiglio Regionale del M5S, Marco Degli Angeli. «Per questo motivo, non si può non evidenziare che già 18 Comuni cremaschi hanno votato favorevolmente alla mozione per l’istituzione di una Ats cremonese separata da Mantova. Un bel segnale, che conferma la bontà della  proposta, formalizzata anche con un mio ordine del giorno, e che aveva trovato voto favorevole unanime da parte del Consiglio regionale lombardo lo scorso mese di luglio».

La prevenzione deve tornare prioritaria

«La questione non è geografica, ma di merito, in quanto il vero problema della sanità sono i contenuti. Una Ats più vicina ai territori e collaborativa con i primi cittadini è necessaria per il rilancio della medicina di base territoriale, per la prevenzione in tutti i suoi aspetti; per l’assistenza domiciliare integrata e per la gestione delle cronicità. In altre parole, più sanità pubblica: la prevenzione deve tornare prioritaria». Sul tema interviene anche il portavoce comunale di Crema, Manuel Draghetti, depositario di una mozione comunale sempre sul tema: «Mi auguro che, presto, anche la mozione del M5S cremasco venga discussa e votata dal Consiglio comunale di Crema, per poi chiedere a gran voce un incontro in Regione, così da portare le istanze di un’Area omogenea unita e decisa a raggiungere l’obiettivo».

La configurazione attuale delle Ats ha fallito

«Lo scopo è avere un’Ats più vicina ai Comuni e ai sindaci, che sono i primi responsabili della salute pubblica e della sua difesa come bene collettivo. Spingiamo inoltre per una presenza in ottica preventiva sul territorio, attraverso l’assistenza domiciliare e strutture intermedie. Ci vuole una scelta coraggiosa e determinata. L’istituzione delle Ats nella loro configurazione attuale ha fallito: i fatti lo dimostrano. Per potenziare la medicina territoriale lo strumento va rivisto».

Redazione Mondo Business
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