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venerdì 2 Ottobre 2020
Forte rimbalzo per la produzione industriale
Dopo la profonda caduta registrata nei due trimestri precedenti, il recupero dell’attività industriale è proseguito in agosto (+1,5%) e, in misura minore, anche in settembre (+0,5%). E, tuttavia, benché la situazione in Italia sia ancora sotto controllo, in attesa di una cura efficace contro il Covid-19, famiglie e imprese sono costrette a navigare a vista

Il centro studi di Confindustria registra un aumento della produzione industriale dello 0,5% in settembre rispetto ad agosto, dopo che era già cresciuta dell’1,5% in confronto a luglio. Nel terzo trimestre dell’anno, si stima un incremento congiunturale del 26,4%, dopo il -16,9% rilevato dall’Istat nel secondo (-8,8% nel primo). In termini tendenziali, invece, nei mesi estivi i livelli di attività sono inferiori del 6%, rispetto allo stesso periodo del 2019. La variazione congiunturale acquisita nel quarto trimestre è di +0,8%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, diminuisce in settembre del 4%, rispetto allo stesso mese del 2019, mentre in agosto è vista in calo del 5,4% su base annua. Gli ordini in volume, infine, aumentano in settembre dello 0,3% sul mese precedente (-3,8% su settembre 2019) e, in agosto, dell’1% su luglio (-5% annuo).

Rispetto al manifatturiero, il recupero nei servizi risulta meno forte

Il rimbalzo di produzione industriale, rilevato nella media del terzo trimestre 2020, riporta l’indice sopra i livelli dei primi tre mesi dell’anno, sebbene in settembre il gap rispetto a gennaio sia ancora negativo (-4,7%). Sempre nel terzo trimestre, si è osservata una significativa divaricazione tra andamento dell’industria e tendenza dei servizi, con la prima che darà un forte contributo alla dinamica del Pil (circa 4 punti percentuali). A fronte del robusto incremento di attività nel manifatturiero, il recupero nei servizi risulta meno forte. Ciò a causa di diversi fattori: innanzitutto il debole apporto del settore turistico (incluso l’indotto, incide per più del 10% del Pil), sul quale ha pesato (e peserà) la forte diminuzione delle presenze straniere in Italia (circa due terzi in meno rispetto all’estate 2019). Inoltre, sono significativi gli effetti del comportamento più prudente da parte delle famiglie, meno disposte a sostenere spese non essenziali, come dimostra anche il forte aumento della propensione al risparmio, salita al 18,6% del reddito disponibile nel secondo trimestre; questa dinamica è comune a tutti i principali Paesi europei.

Le esportazioni rischiano di subire pesanti contraccolpi nei prossimi mesi

In questo contesto, nelle ultime settimane si è assistito a un peggioramento della crisi sanitaria, con un preoccupante aumento del numero dei contagi, soprattutto in alcune grandi economie europee. Benché la situazione in Italia sia ancora sotto controllo, la crescente incertezza su tempi e modi di uscita dall’emergenza sanitaria allontana la ripresa, anche nell’industria, perché frena consumi e investimenti, mentre le esportazioni rischiano di subire pesanti contraccolpi nei prossimi mesi, per via delle chiusure che sono preannunciate negli altri Paesi. In attesa di una cura efficace contro il Covid-19, famiglie e imprese sono costrette a navigare a vista.

 

 

 

 

 

 

 

Redazione Mondo Business
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