PRIMO PIANO
venerdì 11 Settembre 2020
Domanda e offerta di figure professionali: lo scarto è eclatante
L'offerta complessiva di figure professionali è in grado di soddisfare solo il 60% della domanda potenziale. In questo contesto diventa allora fondamentale strutturare adeguatamente l'offerta formativa degli istituti professionali e rafforzare l’intera filiera dell’Istruzione tecnica superiore (Its)

Quasi 900mila laureati, altrettanti diplomati e oltre 680mila persone con qualifica professionale troveranno lavoro tra il 2020 e il 2024, chiamati a integrare o sostituire il personale uscente per ragioni di età. Ma proprio per gli indirizzi di formazione e istruzione professionale si prospettano le maggiori difficoltà, visto che, in quattro casi su dieci, non saranno disponibili figure sul mercato. In generale, il mismatch domanda-offerta per l’istruzione e formazione professionale si presenta eclatante, essendoci un’offerta complessiva in grado di soddisfare solo il 60% della domanda potenziale (fabbisogno medio annuo di 137mila unità, contro un’offerta annuale di appena 85mila unità), con situazioni ancora più critiche per gli indirizzi della meccanica, del legno-arredo, della logistica e dell’edilizia.

Nei prossimi 5 anni solo il 26% di diplomati con qualifiche professionali

È quanto mostra l’ultima stima di Unioncamere, relativa ai fabbisogni occupazionali tra il 2020 e il 2024, elaborata nell’ambito del sistema informativo “Excelsior”. Nel quinquennio 2020-2024, i laureati e i diplomati dovrebbero rappresentare nel complesso il 69% del fabbisogno occupazionale – con una quota particolarmente elevata richiesta dal settore pubblico, pari al 92% – mentre il personale con qualifica professionale peserà per il 26% (quasi esclusivamente destinato ai settori privati). Per un ulteriore 5% di fabbisogno di personale non sarebbe necessaria una particolare qualifica o titolo di studio.

Tra i laureati ci potrebbe essere carenza di competenze tecniche

Confrontando il fabbisogno di laureati richiesto dalle imprese con l’offerta prevista di neo-laureati (senza considerare anche la componente di laureati disoccupati) risulta nel totale una situazione di equilibrio, ma con notevoli differenziazioni scendendo a livello dei singoli indirizzi: si potrebbero così verificare a livello nazionale situazioni di carenza nell’offerta di competenze medico-sanitarie (con 13.500 figure mancanti mediamente ogni anno), come nei diversi ambiti scientifici e dell’ingegneria (nell’indirizzo economico saranno necessarie 119mila unità e in ingegneria 117mila), mentre al contrario eccedenze di offerta si potrebbero verificare negli ambiti politico-sociale o linguistico.

Per i diplomati una maggiore probabilità di impieghi di basso profilo

Il forte incremento previsto per la domanda di profili laureati, da una parte, e di qualifiche professionali dall’altra parte, conferma gli effetti di polarizzazione del mercato del lavoro, che conseguono alle grandi trasformazioni in atto, dove sono sempre più necessarie competenze tecnico-scientifiche elevate e capacità digitali. Questo fenomeno sta comportando per i diplomati una riduzione delle opportunità lavorative e una maggiore probabilità di essere impiegati in occupazioni di bassa competenza. In questo contesto, diventa allora fondamentale strutturare adeguatamente l’offerta formativa degli istituti professionali e rafforzare l’intera filiera dell’Istruzione tecnica superiore (Its).

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO