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martedì 7 Aprile 2020
Decreto Liquidità: le misure a favore delle imprese
Il decreto votato ieri dal Governo prevede una serie di agevolazioni per le aziende, dal punto di vista fiscale e dell'erogazione del credito
Palazzo Chigi

Ecco una sintesi del decreto legge votato ieri dal Consiglio dei ministri e relativo alle misure volte a sostenere la liquidità delle aziende italiane, costrette ormai da settimane alla serrata dovuta all’emergenza sanitaria.

Le misure per agevolare il credito alle imprese

Il decreto prevede garanzie pubbliche per prestiti fino a 400 miliardi di euro erogati dagli istituti di credito. I prestiti possono ammontare fino al 25% del fatturato del 2019 oppure fino al doppio del costo sostenuto per il personale. L’onere di emettere garanzie per le grandi aziende spetterà a Sace (la controllata dello Stato che fa parte della Cassa Depositi e Prestiti), mentre per le Pmi provvederà il Fondo di garanzia.

In caso di aziende che hanno un massimo di 499 dipendenti, i prestiti fino a 800mila euro saranno garantiti al 90% dallo Stato e fino al 100% tramite i Confidi. Per le aziende di dimensioni maggiori, con più di 499 dipendenti, la questione si fa più articolato: si prevedono infatti garanzie al 90% per aziende con meno di 5mila dipendenti e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro; garanzia all’80% per aziende con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi e garanzia al 70% per fatturato superiore ai 5 miliardi.

Venendo alla diversa entità del prestito, anche qui il decreto specifica una serie di differenze: fino a 25mila euro non ci sarà alcuna istruttoria né da parte delle banche né dal Fondo di garanzia e la garanzia è fino al 100%; per prestiti fino a 800mila euro, la garanzia sarà al 100% soltanto per cgu ha un fatturato inferiore a 3,2 milioni di euro, ma previa valutazione da parte del Fondo di garanzia sui bilanci e le dichiarazioni fiscali dei due anni precedenti. In caso di prestiti oltre gli 800mila euro e fino a 5 milioni, la garanzia è prevista solo al 90%, previa valutazione da parte del Fondo; si può arrivare al 100% solo tramite intervento dei Confidi.

Il decreto concede sei anni di tempo per poter rimborsare il credito, a un tasso vicino allo zero. Tuttavia, tra le condizioni per poter beneficiare del prestito ricevuto, non si deve distribuire dividendi per l’intero arco del 2020.

Sospensione degli adempimenti fiscali e contributivi

Il provvedimento riguarda tutti i soggetti con ricavi o compensi fino a 50 milioni nel 2019, che abbiano avuto un calo di fatturato pari ad almeno il 33% a marzo e aprile, rispetto agli stessi mesi del 2019 oppure quei soggetti con ricavi o compensi oltre i 50 milioni nel 2019, ma che abbiano avuto un calo del fatturato di almeno il 50%. Le aziende interessate non dovranno effettuare alcun versamento dell’Iva, delle ritenute fiscali e contributive sui lavoratori dipendenti per i mesi di aprile e maggio 2020. I versamenti slittano infatti di un paio di mesi, con scadenza prevista per il 30 giugno, potendo scegliere tra un’unica rata oppure cinque rate mensili.

L’estensione del golden power a più settori

Come era stato anticipato, il decreto in questione assegna anche al Governo il cosiddetto golden power, il potere di stoppare o quantomeno porre condizioni a eventuali operazioni o scalate ostili, provenienti dall’estero, anche all’interno dell’Unione europea, nei confronti di aziende italiane considerate strategiche, anche in caso di acquisizioni di partecipazioni poco superiori al 10%. Tale golden power viene esteso anche ai settori alimentare, bancario, assicurativo e sanitario, rispetto ai soli settori della difesa, dell’energia e delle comunicazioni, come previsto quando questo strumento fu introdotto la prima volta, nel 2012.

 

 

Redazione Mondo Business
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