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giovedì 9 Aprile 2020
Da Bankitalia oltre un milione di euro per Cremona
Il contributo elargito al comune di Cremona servirà soprattutto alla tutela di quanti versano in condizioni di difficoltà economica
Il sindaco Gianluca Galimberti

La Banca d’Italia ha disposto un contributo di 1 milione e 250mila euro a favore del comune di Cremona, per l’attuazione di interventi destinati a persone che versano in condizioni di fragilità economica e sociale; una situazione determinata dall’emergenza causata dalla pandemia.

Si attende una crescita progressiva di esigenze e richieste

«Esprimiamo un grande ringraziamento per questa pregevole iniziativa, che ci dà la possibilità di impiegare risorse importanti in una situazione difficile per i Comuni anche dal punto di vista economico-finanziario», si legge in una nota stampa della giunta comunale. «In questo particolare momento, la priorità dell’amministrazione comunale è senza dubbio indirizzata alla salvaguardia di coloro che versano in maggiori difficoltà. Il congestionamento delle strutture sanitarie di ricovero e cura e la necessità di liberare posti letto, per far fronte ai casi più gravi, determina nell’immediato un significativo incremento delle segnalazioni ai Servizi sociali. Inoltre, le condizioni lavorative ed economiche sempre più complicate e difficili determineranno una crescita progressiva di esigenze e di richieste».

Serviranno più flessibilità e una gamma di prestazioni diversificata

«Ci stiamo confrontando con anziani debilitati, con persone rimaste improvvisamente sole, anche giovani e, in generale, già ora e sempre più saremo chiamati a rispondere a un incremento delle persone che necessitano di accompagnamento, sussidi per invalidità e integrazione al reddito. L’esperienza di riorganizzazione di queste settimane ci dice che avremo sempre più bisogno di maggior velocità di attivazione, maggior flessibilità nei progetti assistenziali e di una gamma di prestazioni e di profili professionali diversificata».

Ripensare i servizi a supporto del sistema educativo

«Come sta avvenendo già ora», proseguono sindaco e assessori, «nei mesi che seguiranno vi sarà ancora di più l’esigenza di ripensare i servizi e gli interventi a supporto del sistema educativo, a partire da quelli destinati all’infanzia fino all’università, dovendo fare i conti con un lungo periodo di lezioni sospese e scuole chiuse. Dovremo pertanto porci l’obiettivo concreto di come aiutare il sistema educativo e formativo a mantenere e costruire relazioni con la comunità, in primo luogo con alunni e famiglie, attraverso progetti che prevedono presenze educative anche da remoto».

 

 

Redazione Mondo Business
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