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martedì 30 Giugno 2020
Crisi da coronavirus: a Cremona mancano 12 milioni
Il sindaco del comune di Cremona, Gianluca Galimberti, ci spiega dove la sua amministrazione intende continuare a investire e dove, invece, saranno necessari dei tagli. «Tutti quelli che possono contribuire lo facciano, rispettando i propri doveri verso la fiscalità generale. È una questione di responsabilità verso Cremona e i cremonesi»
Gianluca Galimberti

I Comuni italiani sono riemersi dall’emergenza sanitaria con una carenza di risorse economiche preoccupante. Ci può aggiornare sulla situazione cremonese?

«Confermo che la situazione è molto difficile. Ad oggi gli equilibri ci sono, ma nei prossimi mesi la questione sarà complicatissima, sia per quanto riguarda la spesa corrente sia per gli investimenti. L’importo che potrebbe mancare alle casse comunali si aggira attorno ai 12 milioni di euro, ma il deficit potrebbe anche peggiorare. Le risorse ad oggi previste dal Governo, sebbene importanti, diminuiscono l’importo in modo consistente e non sono per nulla sufficienti a coprire questo ammanco».

Che cosa chiede in particolare il comune di Cremona?

«Che si riconosca che il nostro territorio è stato tra i più colpiti dall’emergenza. Il Governo l’ha fatto con i 200 milioni di euro in più, sollecitati dai nostri parlamentari e confermati anche nell’incontro che avevamo avuto di recente con il presidente Conte. Siamo sicuri che anche la Regione farà lo stesso per quanto riguarda i fondi previsti per gli investimenti nei prossimi mesi. Ci sono arrivati anche fondi da Banca d’Italia, che abbiamo impiegato per dare risposte a una povertà che è molto, molto aumentata».

Ritiene che l’erogazione dei servizi comunali possa risentirne?

«A questo proposito è necessaria una riflessione: perché tutti i servizi possano essere erogati, e parlo dell’aiuto alle fragilità e al lavoro, della polizia locale, dei servizi utili a cittadini e imprese, essenziali sempre e a maggior ragione in questo momento particolare, occorre che tutti quelli che possono contribuire lo facciano, rispettando i propri doveri verso la fiscalità generale, come ogni anno. È una questione di responsabilità, che tutti dobbiamo sentire nei confronti della comunità».

Oltre alle misure adottate dal Governo, come si è mosso il comune di Cremona per soccorrere le categorie più colpite?

«Da marzo abbiamo posticipato i tempi di pagamento dei tributi e dato la possibilità di rateizzarli, senza alcun supplemento o penale. Abbiamo costruito un pacchetto di aiuti molto significativo, in particolare per il commercio e l’artigianato, con diminuzione della Tari, Cosap gratuita e la possibilità di allargare i plateatici sempre gratuitamente. Stiamo anche mettendo a punto un bando per aiutare gli esercizi commerciali in merito agli affitti e definendo degli aiuti economici per i giovani professionisti; tutto questo in collaborazione con le categorie economiche. Sottolineo che c’è stato anche un ordine del giorno su questi temi in Consiglio comunale, votato all’unanimità da maggioranza e minoranza; siamo contenti che sia stato un lavoro capace di unire tutte le forze politiche».

Quanto alle università e alla ricerca, ambiti in cui Cremona ha dimostrato negli anni particolare attenzione?

«Continuiamo a investire sulle università, in modo consistente e per più anni, perché questi investimenti sono finalizzati ad attirare più giovani in città e a dare forza di ricerca e innovazione alle nostre imprese. Più in generale, intendiamo rilanciare la città e il territorio con un programma di sviluppo che abbiamo presentato nei giorni scorsi insieme alla Camera di commercio e alla Provincia e che interpella anche il sostegno da parte di Regione e Governo».

Ci sono opere o iniziative già programmate che, a causa della mancanza di risorse, sarete costretti a rinviare?

«In questi giorni stiamo proprio valutando ciò che sarà possibile realizzare. Certamente le fonti di finanziamento consuete per le opere pubbliche (oneri e alienazioni, per esempio) stanno subendo un rallentamento e da qui alla fine dell’anno potrebbero conoscere una diminuzione non da poco. Vorremmo riuscire a fare di più riguardo alle strade e spero che ciò sarà possibile nel corso del prossimo anno. Ci tengo a evidenziare, però, che da questo punto di vista gli anni scorsi sono stati molto fruttuosi, nonostante le risorse limitate in conto capitale, perché siamo riusciti a recuperare molti fondi presentando altrettanti progetti e pertanto, quest’anno, abbiamo ancora da chiudere lavori per più di 6 milioni di euro, cui vanno aggiunti comunque i fondi di quest’anno. Non solo: avendo vinto diversi nuovi progetti, anche per il 2020 riusciremo a recuperare ulteriori finanziamenti. E teniamo conto anche di un aiuto da parte della Regione».

Ci può fare alcuni esempi di interventi già predisposti?

«Scuole, edilizia pubblica residenziale, interventi in centro città e nei quartieri, il nuovo attracco, manutenzioni, sono alcuni degli esempi delle opere che faremo. Certo, saremo costretti a rinunciare a molte delle iniziative culturali e di attrazione del turismo, ma non demordiamo: faremo comunque iniziative rivolte ai cittadini cremonesi e delle città vicine e siamo pronti per la promozione di Cremona, perché ritorni ad essere meta di turismo internazionale. Anche in questo caso renderemo la nostra città più forte di prima».

 

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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