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mercoledì 14 Agosto 2019
Cremona-Mantova: il territorio vuole l’autostrada
Al centro dei lavori del Tavolo della Competitività la possibilità di un intervento diretto della Regione, che consentirebbe alcuni vantaggi

Un Tavolo della Competitività molto partecipato, nonostante la convocazione fissata per il 13 agosto, e questo a dimostrazione di quanto sia sentito dal territorio il tema al centro dei lavori: il collegamento viario tra Cremona e Mantova. L’incontro, che ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti istituzionali del territorio, a livello locale, regionale ed europeo, e delle associazioni di categoria, si è svolto nella sede della Camera di commercio di Cremona, con la presenza in connessione da Milano di Aldo Colombo, direttore generale di Infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile di Regione Lombardia.

L’autostrada consentirebbe la realizzazione di un corridoio Milano-Brennero

Obiettivo della seduta, diretta dal presidente della Provincia di Cremona, Rosolino Azzali e dal direttore di Rei – Reindustria Innovazione, Ilaria Massari, è stato quello di condividere gli sviluppi e gli scenari proposti da Regione Lombardia nel corso dell’incontro del 30 luglio con i rappresentati del territorio cremonese, che anche ieri hanno espresso con convinzione la loro preferenza per l’ipotesi che vede la realizzazione di un collegamento autostradale tra le due città, anche in vista della realizzazione di un corridoio strategico tra Milano e il Brennero, piuttosto che di un raddoppio della strada provinciale 10, su cui al momento non vi è alcun progetto e che era tornato alla ribalta nei giorni scorsi, rilanciato dal ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Il nuovo scenario che si va configurando esclude Stradivaria

Lo scoglio principale da risolvere riguarda chi dovrà realizzare quest’opera che, in linea teorica, dovrebbe concludersi entro il 2026. Ad oggi, infatti, la concessione è ancora in carico a Stradivaria che, da parte sua, ha già speso 20 milioni di euro nell’iter di progettazione e che avrebbe dovuto realizzare l’infrastruttura con un contributo a fondo perduto di 500 milioni di euro da parte della stessa Regione. Lo scenario che va prendendo quota in questi ultimi giorni, invece, è diverso e, se si concretizzasse, implicherebbe un accordo con Stradivaria per sciogliere il rapporto di concessione in essere.

I vantaggi di un’autostrada realizzata da una società regionale

Si tratterebbe di affidare la concessione a una società pubblica partecipata dalla stessa Regione, che consentirebbe di realizzare e gestire l’autostrada, senza la necessità di remunerazioni di mercato ma applicando tariffe più contenute, rispetto a quelle convenzionali attuali, favorendo così l’appetibilità dell’infrastruttura. In questo scenario, l’impegno finanziario della Regione ammonterebbe a 750 milioni di euro, poi recuperati tramite il pedaggio, senza più la necessità di un contributo pubblico a fondo perduto. A parte il pedaggio favorevole per l’utenza, un ulteriore vantaggio verrebbe dal credito agevolato su cui la società partecipata da Regione Lombardia potrebbe contare, essendo supportata appunto da una garanzia regionale. Tradotto: un interesse minore sul prestito accordato.

Oltre all’autostrada completamento della Paullese e raddoppio ferroviario

 Il prossimo appuntamento del Tavolo è previsto quindi per metà settembre, dopo l’incontro che dovrebbe tenersi il giorno 6 di quel mese tra Regione e il ministero dei Trasporti. Da parte sua, il presidente della Provincia, Azzali, ha poi sottolineato come l’opera in questione non possa andare a detrimento di altre infrastrutture già decise in precedenza, come per esempio il completamento della riqualificazione della Paullese e il raddoppio della ferrovia. Su quest’ultimo punto, come ha chiarito il direttore regionale Colombo: «La realizzazione dell’Autostrada potrà consentire connessioni sinergiche con il raddoppio della ferrovia; saranno due infrastrutture tra loro connesse, che favoriranno maggiore circolazione su queste traiettorie, in pieno approccio intermodale».

 

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Redazione Mondo Business
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