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martedì 17 Settembre 2019
Cremona esce dalla top ten dei Comuni più tassati
Il rapporto annuale dell'Osservatorio CNA certifica un calo della tassazione sulle Pmi, anche grazie alle pressioni dell'associazione di categoria
Stefano Binda, segretario regionale di CNA

L’aliquota fiscale totale media sui profitti delle piccole imprese quest’anno scenderà sotto il 60%, tornando quasi ai livelli del 2011, quando era al 59%. Lo rileva “Comune che vai, fisco che trovi 2019”, il rapporto annuale dell’Osservatorio CNA sulla tassazione delle Pmi, presentato oggi a Roma, alla presenza del vice ministro dell’Economia e delle Finanze, Antonio Misiani. Questo risultato positivo è dovuto all’innalzamento al 50% della deducibilità Imu sugli immobili strumentali, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, su particolare pressione di CNA, che ne ha fatto un suo cavallo di battaglia.

CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana

Giunto alla sesta edizione, il rapporto di CNA analizza il peso del fisco sul reddito delle piccole imprese, in 141 Comuni del nostro Paese, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia. L’Osservatorio calcola il Total tax rate (Ttr) e individua il Tax free day (Tfd), cioè il giorno della liberazione dalle tasse, vale a dire la data a partire dalla quale gli imprenditori cominciano finalmente a produrre per loro stessi e per le loro famiglie, liberandosi da un socio esigente qual è l’amministrazione pubblica, tanto centrale quanto locale. A differenza di altri organismi, anche internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio o un negozio; ricavi per 431mila euro; un impiegato e quattro operai dipendenti e 50mila euro di reddito.

Tra Bolzano e Reggio Calabria un abisso

È Bolzano, nel 2019, il Comune capoluogo più virtuoso d’Italia, con un Ttr pari al 53% e una riduzione dell’aliquota fiscale media dello 0,8%. A seguire nella composizione della top ten, nell’ordine, Gorizia con il 53,1% e Udine con il 53,7%. Reggio Calabria rimane invece il capoluogo che tartassa maggiormente le piccole imprese, con un Ttr del 69,8% ma anche, va rilevato, con una riduzione del 3,6%, rispetto al 2018. Per dare un’idea dell’abisso che divide fiscalmente il nostro Paese, Reggio Calabria ha festeggiato il Tax free day solo pochi giorni fa, l’11 settembre, mentre Bolzano esattamente due mesi prima. E Cremona?

Cremona esce dalla top ten dei Comuni meno virtuosi

La buona notizia è che finalmente Cremona esce dalla top ten dei Comuni meno virtuosi d’Italia; di un soffio, all’undicesimo posto, ma con un sensibile miglioramento rispetto al 2018 che la vedeva ottava. Quindi, il dato relativo a Cremona, sebbene ancora molto negativo, migliora. Se infatti, nel 2018, le imprese lavoravano fino al 2 di settembre solo per pagare le tasse, oggi questa data viene anticipata al 22 di agosto, con una tassazione che scende al 64,5%, contro i 67,3% dell’anno scorso. Certo, alle nostre imprese serve un intervento ben più corposo di quello rilevato, ma se non altro non peggiora un dato che già era drammatico.

La politica non si attardi in generiche dichiarazioni di buona volontà

Stefano Binda, segretario regionale di CNA Lombardia: «“Comune che vai fisco che trovi” è la ricerca più articolata e vasta disponibile in Italia riguardo alle molteplici pressioni fiscali. Uno strumento fondamentale di verifica e confronto con la politica, a cui chiediamo di non attardarsi in generiche dichiarazioni di buona volontà. Il report di quest’anno attesta un miglioramento e non era scontato ma  è un risultato di cui CNA ancora non si accontenta. È molto semplice: o arrivano tempestivi provvedimenti di riduzione della pressione media o la propensione agli investimenti e alla crescita resterà al palo. Da parte sua, Cna continuerà a lavorare con analisi puntuali e proposte fattibili nell’interesse delle imprese.”

 

 

 

Redazione Mondo Business
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