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giovedì 15 Aprile 2021
Cremona approva una mozione unitaria per salvare il futuro della sua Fiera
Oggi, il Consiglio comunale di Cremona, riunitosi nella sede di CremonaFiere, ha approvato all’unanimità la mozione presentata a firma congiunta di Paolo Carletti e Maria Vittoria Ceraso, rispettivamente presidente e vice presidente del Consiglio, dedicata al futuro dell’ente fieristico, in seguito alla decisione di Anafij (l’Associazione nazionale allevatori della razza frisona e jersey) di trasferire, dopo 68 anni, la Mostra nazionale del bovino da Latte in territorio bresciano, a Montichiari

La mozione poggia sulla considerazione che la Fiera di Cremona è divenuta, nell’arco di 160 anni, un punto di riferimento nel campo zootecnico, agricolo e relativo indotto in tutto il Nord Italia, nonché un riferimento imprescindibile di tutta la filiera agroalimentare, fino a costituire il secondo polo fieristico lombardo. Inoltre, la manifestazione fieristica del bovino da latte, che si è deciso di trasferire, è fortemente connessa e complementare con l’economia agroalimentare, che rappresenta un asse strategico e irrinunciabile per il territorio cremonese, determinante per lo sviluppo di un modello produttivo di eccellenza riconosciuto a livello internazionale. Peraltro, i firmatari ricordano che il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi, ha riconosciuto che il territorio cremonese vanta un credito nei confronti di Regione Lombardia.

Un piano di rilancio da 10 milioni di euro in 5 anni

Il cda della Fiera di Cremona ha predisposto e approvato un piano di rilancio, dal valore di 10 milioni di euro in 5 anni, che è stato presentato agli assessori regionali competenti per materia e che si sviluppa su differenti ambiti, tra i quali la formazione, come strumento dall’alto valore aggiunto, a disposizione delle filiere di riferimento e funzionale ad attestare ulteriormente Cremona come detentrice del patrimonio conoscitivo nei propri settori di riferimento. A ciò si aggiunga che, in occasione dell’edizione “da remoto” del 2020, sono stati coinvolti i centri per l’impiego, per far incontrare domanda e offerta di lavoro in ambito agro-zootecnico e che nei due settori di punta della Fiera, agroalimentare e musica, Cremona vanta eccellenze a livello mondiale in campo universitario. La digitalizzazione, poi, rappresenta un altro ambito di investimento per essere più competitivi, attraverso il coinvolgimento delle realtà più innovative dei settori di riferimento. E, ancora, il tema dell’innovazione e della sostenibilità come valori imprescindibili. L’aggregazione delle filiere e delle competenze attorno a CremonaFiere diventa infatti il primo tassello per essere maggiormente competitivi nel panorama nazionale, con lo sviluppo della tecnologia per l’efficientamento dei processi produttivi, soprattutto nell’ambito agroalimentare.

La richiesta di un tavolo tecnico con Regione Lombardia e il Governo

Con la mozione in questione, il Consiglio comunale di Cremona chiede che da parte di Governo e Regione Lombardia vengano presi in considerazione i rischi altissimi e molto concreti di indebolimento del sistema fieristico lombardo e nazionale, legati alla scelta del trasferimento della manifestazione nazionale del bovino da latte a Montichiari, e che vengano adottate scelte coerenti, con un sostegno anche economico al piano di rilancio della Fiera di Cremona e confermando il contributo economico a CremonaFiere, necessario per l’organizzazione della Fiera internazionale zootecnica. Si chiede, inoltre, che la presentazione formale del piano di rilancio della Fiera di Cremona venga fatta in Consiglio regionale e alle commissioni parlamentari e regionali competenti per materia e venga immediatamente aperto un tavolo tecnico con Regione Lombardia e ministeri per il sostegno anche economico al piano di rilancio della Fiera di Cremona.

Redazione Mondo Business
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