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giovedì 22 Ottobre 2020
Covid: oltre 54mila i contagi sul lavoro
Dopo il rallentamento seguito al lockdown, il mese di settembre evidenzia una ripresa delle infezioni. Rispetto al monitoraggio precedente, effettuato al 31 agosto, le denunce in più sono 1.919. La Lombardia si conferma la regione più colpita

Dopo il rallentamento seguito al lockdown, il mese di settembre ha fatto registrare una ripresa dei contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail. A rilevarlo è il nono report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’istituto. Alla data del 30 settembre, i casi segnalati all’Inail sono infatti 54.128, pari a circa il 15% del complesso delle denunce pervenute dall’inizio dell’anno. Rispetto al monitoraggio precedente, effettuato al 31 agosto, le denunce in più sono 1.919, di cui 1.127 relative a infezioni avvenute in settembre e le altre 792 nei mesi precedenti.

Decessi soprattutto tra gli uomini e tra gli over 50 

I casi mortali sono 319, sedici in più rispetto al 31 agosto (per lo più distribuiti tra marzo e aprile, con nessun decesso a settembre) e pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail a partire dall’inizio dell’anno. I decessi sono concentrati soprattutto tra gli uomini (84,0%), nelle fasce 50-64 anni (69,9%) e over 64 (19,4%), con un’età media dei deceduti di 59 anni. In quasi nove casi su dieci (89,3%) si tratta di lavoratori italiani, mentre tra gli stranieri le comunità più colpite sono quelle peruviana (con il 17,6% dei decessi occorsi agli stranieri), rumena (14,7%) e albanese (11,8%). Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale denunciate, il rapporto tra i generi si inverte – circa sette contagiati su dieci (70,7%) sono donne e l’età media scende a 47 anni.

Più della metà delle denunce proviene dal Nord-Ovest

Dall’analisi territoriale emerge che più della metà delle denunce presentate all’istituto (55,1%) ricade nel Nord-Ovest, seguito da Nord-Est (24,4%), Centro (11,9%), Sud (6,2%) e isole (2,4%). Concentrando l’analisi esclusivamente sui casi mortali, la percentuale del Nord-Ovest sale al 56,7%, mentre il Sud, con il 16% dei decessi, precede il Nord-Est (13,8%), il Centro (11,6%) e le Isole (1,9%). La Lombardia si conferma la regione più colpita, con il 35,2% dei contagi denunciati e il 41,7% dei casi mortali. Tra le province, invece, il primato negativo spetta a quella di Milano, con il 10,8% del totale delle infezioni sul lavoro denunciate, seguita da Torino (7,8%), Brescia (5,4%) e Bergamo (4,6%), che con 37 decessi, pari all’11,6% del totale, si conferma al primo posto per numero di casi mortali, seguita dalle province di Milano (8,2%), Brescia (7,8%) e Napoli (6%).

Dopo il lockdown è aumentato il contagio anche tra gli artigiani

Se la categoria dei tecnici della salute – con il 39,2% delle infezioni denunciate, oltre l’83% delle quali relative a infermieri e il 9,5% dei casi mortali – si conferma la più colpita, dopo il lockdown l’incidenza delle professioni sanitarie sul totale dei contagi da Covid-19 si è progressivamente ridotta. Con la ripresa delle attività, infatti, è cresciuta l’incidenza di altre professioni sul totale delle infezioni da Covid-19 denunciate all’Inail. È il caso, per esempio, degli esercenti dei servizi di alloggio e ristorazione (passati dallo 0,6% del primo periodo al 3,5% di giugno-settembre), degli addetti ai servizi di sicurezza, vigilanza e custodia (dallo 0,5% all’1,4%) o degli artigiani e operai specializzati (dallo 0,2% al 4,8%).

 

 

 

Redazione Mondo Business
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