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lunedì 16 Marzo 2020
Coronavirus: si fermano anche i cantieri
Il presidente nazionale di Ance, Gabriele Buia, dichiara: «Non siamo in grado, nella maggioranza dei casi, di lavorare garantendo la sicurezza delle maestranze»

A causa dell’emergenza da coronavirus, per la prima volta nella sua storia Ance ha chiesto un provvedimento drastico al Governo: la sospensione dei lavori nei cantieri edili. «Non siamo in grado, nella maggioranza dei casi, di lavorare garantendo la sicurezza delle maestranze nel rispetto della salute pubblica», dichiara il presidente nazionale di Ance, Gabriele Buia. «Intendiamoci: non può esistere una pandemia che affligge il Paese con l’unica eccezione del settore della edilizia, sarebbe un contro senso. Non esiste il concetto di pandemia parziale. Allorquando vi saranno dispositivi di protezioni individuali, in particolare mascherine e guanti, questi dovranno prioritariamente essere messi a disposizione degli operatori sanitari, di coloro ossia che sono in prima linea. Serviranno giorni per mettere in sicurezza il personale sanitario, solo dopo sarà possibile una distribuzione ad altri settori merceologici».

Le indicazioni teoriche non corrispondono alla realtà dei cantieri

Lavorare in un cantiere è pressoché impossibile, lamenta il presidente Buia, se si seguono indicazioni teoriche scritte a tavolino, ma che nulla hanno a che vedere con la realtà dell’edilizia. «Proprio per questo occorre, una volta adottati i provvedimenti di interesse più generale, un provvedimento ad hoc per il settore edile. Troppe sono le specificità del settore edile che non possono trovare accoglimento in altri settori merceologici. Studieremo con attenzione quanto deciso nella giornata odierna, certi che saranno stati adottati prioritariamente provvedimenti relativi all’ampliamento della possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali, così come la sospensione e la ricalendarizzazione degli adempimenti e dei tre versamenti tributari, previdenziali, assistenziali e di qualsiasi altro genere in scadenza.

Servono misure che abbiano criteri di praticità e concretezza

Dovrà essere garantita, inoltre, liquidità alle imprese con una moratoria effettiva e automatica dei debiti, nonché l’ampliamento del raggio di azione della sezione edilizia del Fondo di garanzia Pmi, bloccata da troppo tempo. Nel frattempo, laddove vi siano le condizioni per operare in sicurezza, ben venga che i lavori vadano avanti anche se in mezzo a difficoltà e a complicazioni. Il sistema Ance è sempre pronto a fare la propria parte, per l’interesse generale, al fianco del decisore pubblico a tutti livelli; l’importante è che rispetto ad una situazione drammatica, le decisioni rispondano a principi di praticità e concretezza».

Redazione Mondo Business
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