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mercoledì 26 Febbraio 2020
Coronavirus: sarà un duro colpo per le imprese
L'auspicio di Umberto Cabini, titolare della Icas di Vaiano Cremasco: «Mi auguro che il Governo riveda la sua posizione su alcune nuove tasse»
Umberto Cabini

«Proprio oggi sarebbero dovuti arrivare in Italia due miei clienti dalla Francia e dall’Algeria, ma abbiamo concordato di rimandare a tempi migliori». Chi parla è Umberto Cabini, noto imprenditore cremasco, titolare della Icas di Vaiano Cremasco e già presidente dell’Associazione Industriali di Cremona. Quello del coronavirus non è solo un problema legato alla salute pubblica: le misure restrittive adottate da Governo e Regioni in questi giorni avranno delle ricadute anche sul piano economico. Per capire come e quanto incideranno sulla tenuta del tessuto produttivo del Paese occorre sentire la viva voce degli imprenditori.

La confusione generata all’estero rispetto alla situazione italiana

«Sicuramente le aziende dei Comuni lodigiani in zona rossa subiranno un contraccolpo notevole», prosegue Cabini. «Cremasco e Lodigiano però non sono così distanti, in particolare quanto a rapporti d’affari tra le realtà produttive delle due zone, quindi il rischio che ci siano ripercussioni anche da noi c’è, eccome. Mi pare che il problema sia stato sottovalutato nella sua fase iniziale e che non siano stati predisposti canali di controllo privilegiati per questo tipo di infezione virale. È chiaro che adesso ci troviamo in piena emergenza e che la situazione è delicata. Sto ricevendo molte telefonate dai fornitori all’estero, che mi chiedono se la mia azienda è ancora aperta o se ci siano dei problemi a trasportare la merce fino a qui. Insomma, la percezione che si ha della nostra situazione è confusa».

Occorre aiutare le imprese che soffriranno ma la coperta è corta

Pensa che le restrizioni adottate possano rivelarsi eccessive per la nostra economia? «Personalmente le ritengo giustificate. Forse c’è stato qualche eccesso in alcuni casi e anche qualche contraddizione, nell’ambito delle misure per evitare la concentrazione di persone, per esempio; tutto sommato, però, penso che le soluzioni prese siano adeguate. Certamente auspico che i focolai vengano tenuti sotto controllo, perché se un’emergenza simile dovesse verificarsi in una metropoli come Milano sarebbe un disastro. E poi che il tutto possa concludersi nell’arco di un mese al massimo e che si possa tornare alla normalità». Il Governo ha annunciato un prossimo decreto legge, per sostenere quelle imprese della zona rossa che sono state costrette a sospendere l’attività. Pensa che sia sufficiente? «Qualcosa andrà fatto sicuramente. In primis proprio per le aziende del territorio lodigiano ma sono certo che a risentirne sarà tutto il tessuto imprenditoriale. Si pensi solo al turismo, che genera benessere per molti altri settori e che si trova già in grande difficoltà. Temo anche per quelle aziende che lavorano con il settore pubblico e che attendono da tempo di essere pagate: non vorrei che gli stanziamenti emergenziali che verranno decisi portino a un ulteriore ritardo in questo senso; d’altra parte le risorse a disposizione sono quelle che sono».

L’auspicio di un passo indietro del Governo sulla Plastic Tax

«Ci potrebbe essere anche una conseguenza positiva, però, perlomeno è quello che auspico. Alcuni provvedimenti escogitati dal Governo, come la Plastic Tax, non ci avvantaggiano rispetto ai nostri competitori internazionali, al contrario. Spero pertanto che l’emergenza di oggi spinga il Governo a rivedere alcune sue posizioni e a ritornare sui suoi passi. Non si ripeterà mai abbastanza che le aziende dovrebbero essere aiutate e non ostacolate, per il bene di tutto il Paese».

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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