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giovedì 26 Marzo 2020
Coronavirus: l’incognita degli aiuti dalla Bce
La Banca centrale europea si dice pronta a un aiuto illimitato, ma l'Italia, tra i Paesi più colpiti dalla pandemia, dovrà dividersi la torta anche con chi sta meglio
Christine Lagarde

Come ufficializza la Banca centrale europea, nel suo nuovo bollettino economico, l’evolvere dell’epidemia di Covid-19 sta peggiorando le prospettive per l’economia mondiale. Gli andamenti osservati suggeriscono che i rischi al ribasso per l’attività economica mondiale si sono già in parte concretizzati; il che significa un indebolimento maggiore di quanto anticipato per quest’anno dalle proiezioni sull’attività mondiale. E questo proprio mentre si iniziavano a cogliere i primi segni di una stabilizzazione dell’attività e degli scambi, anche grazie alla fase uno dell’accordo tra Usa e Cina per porre fine alla guerra dei dazi.

Attese ulteriori prospettive al ribasso per il 2020

Le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro, formulate a marzo 2020 dagli esperti della Bce, prevedono infatti una crescita annua del Pil in termini reali pari allo 0,8% nel 2020, all’1,3% nel 2021 e all’1,4% nel 2022. Rispetto all’esercizio condotto a dicembre 2019 dagli esperti dell’eurosistema, le prospettive per l’espansione del Pil sono state corrette al ribasso di 0,3 punti percentuali per il 2020 e di 0,1 punti percentuali per il 2021, principalmente proprio a causa dell’epidemia di coronavirus, ma è chiaro che la rapida diffusione della pandemia nell’area dell’euro fa sì che tali stime non possano considerarsi definitive. I rischi per le prospettive di crescita dell’area, pertanto, sono chiaramente orientati verso il basso.

Il programma di aiuti della Bce parte già col freno tirato?

Come già annunciato dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, il nuovo programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pandemic emergency purchase programme, Pepp) avrà una dotazione finanziaria complessiva di 750 miliardi di euro. Gli acquisti saranno condotti fino alla fine del 2020 e includeranno tutte le categorie di attività ammissibili nell’ambito del programma di acquisto di attività in corso. Attenzione, però, perché per quanto riguarda gli acquisti di titoli del settore pubblico, il criterio di riferimento per la ripartizione degli acquisti fra i vari Paesi continuerà a essere lo schema di partecipazione delle banche centrali nazionali al capitale della Bce; sembrerebbe, dunque, che l’intervento illimitato, annunciato dalla Banca centrale europea, parta già col freno tirato e che l’Italia dovrà dividersi la “torta” anche con i Paesi in condizioni migliori, vedi il Nord Europa. È anche vero che a Francoforte si sono detti disponibili a rivedere alcuni aspetti relativi al vincolo di operato della Banca, nel caso questi ultimi pongano dei limiti alle azioni per contrastare l’emergenza in corso; occorrerà aspettare per capirne di più.

(Nel frattempo, la riunione del Consiglio europeo, che è in fase di svolgimento mentre scriviamo, non promette nulla di buono per le richieste di aiuto avanzate dal nostro Paese).

 

 

 

Redazione Mondo Business
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