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mercoledì 4 Marzo 2020
Coronavirus: le richieste della provincia di Cremona
In occasione dell’emergenza, i rappresentanti del territorio cremonese si sono riuniti lo scorso 2 marzo e hanno condiviso alcune richieste al Governo
Il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti

Come avevamo già pubblicato l’altro ieri tra le nostre flash news, in occasione dell’emergenza epidemiologica, gli enti pubblici, le parti sociali, le associazioni di categoria e gli ordini professionali della provincia di Cremona si sono riunite lo scorso 2 marzo e hanno condiviso alcune richieste per il sistema economico e sociale del territorio. Erano presenti anche i parlamentari nazionali ed europei e i consiglieri regionali del territorio. Gli interventi richiesti e contenuti in un documento di cui si è fatto carico il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, sono considerati essenziali, imprescindibili e urgenti per la tenuta del sistema socioeconomico cremonese. Il documento precisa che tali interventi dovranno essere ulteriormente specificati da un punto di vista tecnico e per questo i firmatari di cui sopra chiedono di essere sentiti dal Governo in fase di stesura del decreto che prevederà misure a favore delle zone interessate dalla crisi.

Interventi a favore di imprese e lavoratori

Al governo nazionale e a quello regionale il documento stilato dai rappresentanti del territorio cremonese chiede che siano attuati interventi a favore del credito e della liquidità delle imprese e dei lavoratori autonomi, a tassi agevolati e calmierati, e che gli interventi di sospensione delle scadenze dei mutui siano estesi anche alla provincia di Cremona. Chiede anche che siano attuati interventi a favore dei lavoratori in malattia e/o coinvolti da periodi di astensione del lavoro fin dall’inizio dell’emergenza, utilizzando lo strumento del credito d’imposta. Che la cassa integrazione in deroga venga estesa anche alle micro imprese del Cremonese, per tutti i lavoratori non coperti da alcuna forma di ammortizzatore sociale. Si chiede, in particolare, l’incremento del Fondo di integrazione salariale e del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato (Fsba) e ch venga sostenuto il reddito di tutti i lavoratori, anche dei somministrati, di quelli con contratto a tempo determinato e di chi è impiegato in un appalto, perché l’attuale crisi sanitaria non si trasformi anche in una crisi sociale.

Sostenere l’export contro i timori pseudoscientifici

Che siano attuati interventi a sostegno delle imprese e dei datori di lavoro, a cominciare da quelle del turismo e del commercio e dell’artigianato dei servizi, che più stanno pagando il costo di questa crisi, tramite interventi a sostegno del reddito di queste imprese, parametrati al calo del fatturato e degli ordini. Che siano messe in campo azioni a favore delle imprese e dei datori di lavoro, costretti a interrompere o diminuire la produzione per disposizione dell’autorità sanitaria; perché i dipendenti sono soggetti a quarantena (o in isolamento domiciliare fiduciario) oppure per problemi logistici legati all’impossibilità di spedire o ricevere merci o di sdoganare merci vendute in Paesi terzi e per le imprese che devono garantire servizi essenziali o di continuità di cura. Che siano sospese o prorogate le scadenze degli adempimenti civilistici, fiscali e previdenziali, anche per le imprese, i lavoratori autonomi e i cittadini che hanno affidato la consulenza a un intermediario avente sede in provincia. Che vengano effettuate azioni a tutela dell’export, attraverso il sostegno alle produzioni locali e il contrasto a possibili discriminazioni dei prodotti in base a timori privi di base scientifica.

Evitare di sottrarre risorse agli enti locali

Si chiedono, infine, interventi puntuali a favore della zootecnia e del settore primario e delle imprese dell’artigianato e che vengano adeguatamente sostenuti gli enti pubblici, sia dal punto di vista economico-finanziario sia normativo, anche sterilizzando gli impatti delle normative derivanti dall’applicazione delle agevolazioni. In particolare, si chiede che non vengano sottratte risorse economiche agli enti locali e che eventuali mancate entrate dovute all’emergenza siano ristorate dallo Stato in una fase successiva. «Riteniamo che l’attuale crisi sia di medio periodo», si legge nel documento, «in grado di condizionare a lungo il nostro sistema economico e sociale. Per questo ci sarà la necessità di attuare investimenti importanti per recuperare la reputazione del nostro brand e la competitività del nostro territorio. Si chiede di valutare anche l’applicazione degli strumenti speciali dell’allegato 3 del Dpcm del 1 marzo 2020, che coinvolgano la nostra provincia e gli altri territori».

 

Redazione Mondo Business
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