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giovedì 16 Aprile 2020
Coronavirus: da inizio aprile il 60% della merce è ferma
CNA Fita lancia l’allarme per la categoria degli autotrasportatori: molte aziende non riescono a lavorare pur avendo le carte in regola

Quanti di noi danno per scontato che nei supermercati troveranno ogni volta la merce che cercano e che quando si recano in farmacia i medicinali di cui hanno bisogno saranno sempre disponibili? Il merito è della categoria degli autotrasportatori, che in tutto questo periodo è stata dispensata dalla chiusura. Eppure, nei fatti, non è sempre così. Sì, perché il 60% della merce trasportabile è praticamente ferma e, dal 23 marzo, anche i mezzi necessari per trasportarla.

Numerose le aziende che hanno chiesto la cassa integrazione

È un problema che CNA Fita conosce bene. Alessia Manfredini, responsabile della categoria per il territorio cremonese, si dice preoccupata ma non pessimista e sicura del fatto che si riuscirà a superare anche questo momento così difficile. «La difficoltà principale è dovuta al fatto che, se escludiamo gli autotrasportatori che lavorano per la grande distribuzione e per la farmaceutica, tutti gli altri si trovano fermi, e stiamo parlando di circa il 30-40% del totale nazionale, perché le imprese presso cui caricano e scaricano non hanno il codice Ateco che permette loro di proseguire l’attività». È vero che l’ultimo dpcm prevede l’autocertificazione, tramite email semplice indirizzata alla prefettura competente, per poter lavorare in deroga alle restrizioni, ma sostanzialmente non tutte le aziende stanno adottando questa possibilità. «Se fino all’ultima settimana di marzo la categoria dell’autotrasporto ha potuto continuare il proprio lavoro, con l’inizio di aprile si è verificata una chiusura massiccia delle attività prive di un codice Ateco valido e, di conseguenza, sono iniziate le richieste di cassa integrazione».

Prorogato il permesso di circolazione per i mezzi pesanti

Le richieste della categoria dell’autotrasporto in vista del prossimo decreto di aprile sono molte, su tutte, però, un intervento in materia di pedaggi autostradali, che rappresenta la terza maggior voce dei costi di gestione per un’impresa di autotrasporto, dopo il personale e il carburante. La richiesta del comparto ai concessionari autostradali è quella di differire il pagamento dei pedaggi maturati e da maturare fino al termine della crisi in corso. Inoltre, si chiede una proroga anche relativamente alle scadenze fiscali; un recupero più veloce sulle accise e, soprattutto, la possibilità di una ripartenza al più presto, seppure con tutta la gradualità che la situazione impone. Nel frattempo, per iniziare a venire incontro alle esigenze degli autotrasportatori, il ministero dei Trasporti ha quantomeno prorogato la sospensione del divieto di circolazione per i mezzi pesanti per tutto il mese di aprile e per il ponte del 1 maggio. Resta ancora valida e lo sarà fino a nuova disposizione governativa anche la sospensione del divieto per i servizi di trasporto merci internazionale.

Redazione Mondo Business
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