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domenica 1 Marzo 2020
Coronavirus: 3,6 miliardi sono insufficienti
Secondo la Cgia, il Governo dovrebbe destinare almeno 10 miliardi di euro per evitare che l’Italia cada in una spirale pericolosissima

Se l’emergenza coronavirus dovesse diffondersi a dismisura in tutte le regioni del Nord Italia e durasse qualche mese, come hanno ipotizzato molti esperti di virologia, il rischio che una buona parte dell’economia nazionale si fermi è alquanto probabile. A quanto potrebbero ammontare gli effetti del coronavirus sulla nostra economia ? Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre è molto difficile quantificare economicamente l’impatto, anche perché molto dipenderà dalla durata temporale di questa fase emergenziale. Tuttavia, si segnala che nelle settimane scorse il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha ipotizzato una perdita di qualche decimale di  Pil. Se, ad esempio, la ricchezza prodotta dovesse scendere di 0,4 punti percentuali, così come prevedono alcuni istituti di ricerca, il danno economico ammonterebbe a circa 7 miliardi di euro. Una cifra, comunque, puramente indicativa che, è bene sottolinearlo, non è supportata da alcun riscontro statistico.

Rifinanziare Cassa integrazione, ridare credito alle Pmi e la Pa paghi i suoi debiti

Oltre alle misure urgenti che interessano le attività e i contribuenti che rientrano nei Comuni ubicati nella cosiddetta zona rossa, è altresì necessario che l’Esecutivo metta a punto una misura strutturale che interessi tutta l’economia. «Il danno di immagine provocato al nostro Paese dal coronavirus è alquanto pesante», segnala il coordinatore dell’Ufficio studi, Paolo Zabeo. «Molti settori produttivi sono già allo stremo. Per questo chiediamo al Governo di approvare subito un intervento di medio-lungo termine, che preveda il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali e l’estensione degli stessi ai settori che oggi ne sono sprovvisti; si rafforzino le misure di  accesso al credito delle Pmi e la pubblica amministrazione paghi tutti i debiti che ha contratto con i propri fornitori». Per inciso, infatti, nell’ultimo anno le banche hanno tagliato i prestiti di 33 miliardi e la Pa deve 53 miliardi ai fornitori. Oltre a questo, la Cgia chiede di rilanciare anche gli investimenti pubblici.

Intervenire subito, senza dilazioni, per evitare la recessione

Continua Zabeo: «Il Governo deve intervenire con una misura economica choc di medio-lungo periodo di almeno 10 miliardi di euro, per evitare di scivolare verso una pesantissima recessione. I 3,6 miliardi annunciati dal ministro dell’Economia Gualtieri sono insufficienti. Se l’Esecutivo  crede di poter dilazionare nel tempo le misure di rilancio del Paese si sbaglia. O si interviene subito, con una forte sterzata, altrimenti siamo destinati a scivolare verso una recessione pericolosissima. Veneto e Lombardia non sono il lazzaretto d’Europa, basta con questo danno di  reputazione che rischia di penalizzarci oltre misura. Siamo il motore del Paese: viviamo di turismo, di cultura, di bellezza, di tecnologie avanzate e di prodotti di altissima qualità. Se continuiamo ad essere additati come un popolo di appestati rischiamo l’emarginazione economica».

Mozione di Fi in Lombardia per la creazione di una Zona economica speciale

Nel frattempo, emergono proposte anche dalle forze politiche. È di Fi Lombardia una mozione che avanza la richiesta dell’estensione della classificazione di Zes (Zona economica speciale), normalmente concepita per zone depresse, anche a territori strategici per l’economia nazionale, la cui competitività è minacciata da eventi straordinari.

Redazione Mondo Business
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