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venerdì 8 Maggio 2020
Contagi sul lavoro: no alla responsabilità delle imprese
Il presidente della CNA Cremona, Giovanni Bozzini, invoca una direttiva europea del 1989, che consente di non ritenere i datori di lavoro responsabili per atti dovuti a circostanze eccezionali
Giovanni Bozzini

«È indispensabile introdurre una misura legislativa che escluda la responsabilità degli imprenditori nel caso un dipendente contragga il Coronavirus». A chiederlo è CNA Cremona, per voce del suo presidente, Giovanni Bozzini. «Lo prevede la direttiva europea datata 12 giugno 1989, che consente agli Stati di escludere la responsabilità dei datori di lavoro per atti dovuti a circostanze estranee, anormali, imprevedibili, eccezionali, le cui conseguenze non avrebbero potuto essere evitate nonostante tutta la diligenza possibile. Le attività economiche non possono riprendere serenamente, lasciando artigiani e imprenditori nello stato di incertezza giuridica, creato dal riconoscimento del contagio come infortunio sul lavoro anche per ambienti di lavoro non sanitari, in base all’articolo 42 del decreto “Cura Italia”».

Un quadro giuridico inadatto alla pandemia

«Nessuno, infatti», continua Bozzini, «può essere chiamato a rispondere di un rischio generico di salute di cui non può controllare la fonte. Gli imprenditori fanno già tutto il possibile per limitare il contagio, ma purtroppo il quadro giuridico è inadatto alla pandemia. La nostra organizzazione sta sostenendo gli imprenditori nelle iniziative mirate a garantire la salute, in particolare applicando e rispettando i protocolli condivisi di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19, ma solo un intervento legislativo potrebbe consentire alle imprese di lavorare nel rispetto delle regole, senza temere un’attribuzione di responsabilità non dovuta».

Redazione Mondo Business
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