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giovedì 12 Settembre 2019
Come rilanciare il territorio cremonese
Francesco Buzzella, presidente dell'Associazione Industriali di Cremona, a tutto campo sulle esigenze del territorio e non solo
Francesco Buzzella

Sono trascorsi cinque mesi dalla presentazione, lo scorso 6 maggio, del dossier Masterplan 3C all’assemblea annuale dell’Associazione Industriali di Cremona. Il dossier, commissionato dalla stessa associazione al think tank The European House-Ambrosetti, è uno studio dettagliato sulle potenzialità del nostro territorio provinciale da qui ai prossimi vent’anni. A distanza di tempo, abbiamo fatto un primo punto della situazione proprio col presidente degli industriali cremonesi, Francesco Buzzella, approfittando dell’occasione per affrontare anche altri argomenti di stretta attualità, relativi allo sviluppo economico del nostro territorio e non solo.

Il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, in una precedente intervista rilasciata a Mondo Business, ha riconosciuto l’importanza del Masterplan 3C, ma invita a riflettere se quello del Tavolo della Competitività sia lo strumento migliore per proseguire. Che cosa ne pensa?

«Il Masterplan 3C e il Tavolo della Competitività viaggiano parallelamente, in un continuo confronto reciproco; non possono considerarsi alternativi. Il Masterplan 3C necessita di trovare completa attuazione sul territorio e, per farlo in modo efficace, abbiamo proposto la costituzione di un’ATS, la formula di Associazione temporanea di scopo. Perché, infatti, non immaginare uno strumento aperto a tutti i possibili interessati, che porti avanti le azioni del Masterplan?».

Quanto al Tavolo della Competitività?

«Il Tavolo resta lo strumento di coordinamento provinciale del territorio, finalizzato all’individuazione delle linee strategiche di sviluppo. Rappresenta il momento di incontro degli stakeholders, per un confronto, una co-progettazione e un monitoraggio delle azioni intraprese, secondo un approccio di rafforzamento del potere negoziale provinciale».

Sempre il Masterplan 3C invita caldamente a individuare un brand per il territorio provinciale. Il comune di Crema sta già lavorando da tempo a un suo specifico brand, ritenendo che la provincia di Cremona presenti molte eccellenze e che, di conseguenza, individuare un unico brand sarebbe mortificante. Si tratta dei soliti distinguo tra le diverse aree del nostro territorio?

«Riteniamo fondamentale lanciare una strategia integrata di comunicazione delle eccellenze del territorio tramite un brand identitario provinciale. Anzi, proprio per via del policentrismo che caratterizza il nostro territorio siamo convinti che questa strategia sia una priorità; un policentrismo che, come ci dice il Masterplan, non aiuta a definire nell’immaginario collettivo l’identità del territorio cremonese. La provincia di Cremona risulta ancora poco visibile: la sua risonanza mediatica sul web è tra le più basse in Lombardia».

Un altro aspetto importante emerso dal Masterplan 3C è relativo alla arretratezza delle nostre infrastrutture. Una delle priorità risulta essere la Cremona-Mantova e le ultime novità al riguardo parlano di due possibili soluzioni: o un’autostrada o la riqualificazione dell’arteria già esistente. Qual è l’importanza della Cr-Mn per il territorio?

«Cominciamo col dire che la mancanza e l’inefficienza infrastrutturale costano al territorio due punti percentuali di Pil locale e quindi all’incirca 160 milioni di euro l’anno.  Di contro, quanto più è elevata la dotazione di infrastrutture, tanto più un territorio è capace di rispondere alle esigenze dei mercati e alle evoluzioni della società. E, invece, come dicevo, la dotazione di infrastrutture economiche del territorio cremonese risulta tra le più basse della Lombardia: Cremona è in terz’ultima posizione, con un gap del 60% rispetto alla media regionale. Quanto alla Cremona-Mantova, avvicinerà aree e rilancerà un traffico funzionale agli investimenti e all’attrazione di nuove imprese».

Del resto, quella infrastrutturale è una carenza che accomuna un po’ tutto il Paese.

«E pensare che le infrastrutture funzionano in maniera anticiclica, collegano persone e territori e pertanto dovrebbero essere una priorità della politica, a partire dalla Tav e passando per la Gronda di Genova.

Che cosa serve, in termini di politica economica, per il rilancio del Paese?

«Dopo una delle crisi di governo più complesse che il nostro Paese abbia mai affrontato, per tempi e modalità, adesso quello che occorre è superare le incertezze e il punto non è soltanto fare presto ma fare che cosa. Agli imprenditori interessano più sviluppo, più crescita e più occupazione, da realizzare a partire già dalla prossima manovra di bilancio, concentrandosi appunto su massicci investimenti nelle infrastrutture; su un piano di inclusione dei giovani nel mondo del lavoro e su un taglio del cuneo fiscale per rafforzare i salari dei lavoratori. Va anche evitato l’aumento dell’Iva, ma chiarendo con quali risorse saranno raggiunti gli obiettivi prefissati».

 

(La versione integrale dell’intervista sarà pubblicata sul prossimo numero del nostro mensile)

 

Redazione Mondo Business
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