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sabato 13 Luglio 2019
CGIA: da 7 anni meno prestiti per le micro imprese
Paolo Zabeo

Rispetto allo stesso periodo del 2018, anche nel mese di marzo di quest’anno, come fa sapere l’ufficio studi della CGIA di Mestre, i finanziamenti bancari alle piccole imprese sono scesi del 2,3 per cento: un trend negativo che per queste realtà aziendali dura ormai da 7 anni.

Tassi di interesse molto alti per le imprese più piccole

«Dal 2012, come sottolinea Banca d’Italia nella sua ultima relazione annuale, il volume dei prestiti alle aziende con meno di 20 addetti è sceso costantemente», afferma il coordinatore dell’ufficio studi, Paolo Zabeo, «e si tenga presente che, in Italia, le aziende con meno di 20 addetti sono il 98% del totale e danno lavoro a circa 8 milioni di occupati; questi ultimi sono pari al 56,4% del numero complessivo di addetti del settore privato. Un risultato che solo in parte è riconducibile alla qualità della  domanda e al livello di rischio di questi soggetti. Anche a parità di rischio, infatti, i tassi di interesse applicati alle imprese minori sono in media superiori di 300 punti base, rispetto a quelli pretesi dalle aziende di grandi dimensioni».

Scarsi margini di profitto per le banche di ridotte dimensioni

Una condotta, quella praticata degli istituti di credito nei confronti delle piccole e piccolissime imprese, che lascia trasparire una volontà ben precisa, sostiene il segretario dell’ufficio studi, Renato Mason: «Quando una micro impresa si rivolge a una banca per ottenere un finanziamento, nella stragrande maggioranza dei casi quest’ultima ha una dimensione economica  molto contenuta. Se in prima battuta sembra una richiesta facilmente solvibile, successivamente si scopre che, per redigere l’istruttoria ed erogare il prestito, gli istituti di credito devono assumersi dei costi fissi molto elevati, che riducono al minimo i margini di profitto di questa operazione».

Il rischio infiltrazione da parte della criminalità organizzata

«Questa è la ragione che ha spinto molte banche, soprattutto di livello nazionale, a chiudere i rubinetti del credito alle micro aziende. E senza liquidità, molti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori si sono trovati in gravi difficoltà». Inoltre, secondo l’ufficio studi della CGIA, non è da escludere che a seguito della significativa diminuzione dell’offerta di credito avvenuta in questi ultimi anni, molti piccoli imprenditori, soprattutto al Nord, siano finiti tra le braccia delle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

 

 

 

Redazione Mondo Business
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