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venerdì 20 Novembre 2020
Casartigiani: le priorità per tornare a crescere
Mario Bettini, presidente di Casartigiani Lombardia, fa il punto alla luce della congiuntura economica del terzo trimestre, chiamando a raccolta le migliori energie per rafforzare la sinergia tra pubblico e privato. «Il Paese ha bisogno di misure per la crescita, ma il Governo non sembra avere la caratura necessaria»
Mario Bettini

«Il contesto politico ed economico globale continua a essere socialmente influenzato dagli impatti del Covid-19 e delle misure messe in campo dai Governi», commenta Mario Bettini, presidente di Casartigiani Lombardia, rappresentata sul territorio cremonese dalla Libera Associazione Artigiani di Crema. La pandemia continua a costituire una grande incognita a livello globale, alternando i propri effetti sui continenti di volta in volta interessati. Nelle ultime settimane, si è verificato un miglioramento della situazione complessiva nelle Americhe, ma è tornato a preoccupare fortemente il quadro europeo e quindi quello italiano. Il miglioramento rispetto alla drammatica situazione del secondo trimestre è evidente e si estende a tutte le variabili, a partire dal fatturato e dal tasso di utilizzo degli impianti. Questi dati ci confortano, in quanto confermano che il rimbalzo nel terzo trimestre c’è stato, in modo particolare per l’industria, ma anche per l’artigianato. Ormai, però, l’andamento economico, in Italia e in modo particolare in Lombardia, è paragonabile a un’altalena preoccupante».

È vitale mettere in campo provvedimenti per la crescita

«Il permanere della pandemia fa sì che l’uscita dalla recessione sia incerta nei tempi e possa risultare lenta. Pertanto, oltre a gestire al meglio la crisi, limitando i danni per la salute dei cittadini e gli effetti negativi sul sistema produttivo, è importante guardare in avanti, in direzione del Paese e del sistema economico che vorremmo avere dopo la pandemia. Diventa vitale, oggi, mettere in campo ai vari livelli istituzionali provvedimenti e misure che abbiano come obiettivo quello di recuperare un adeguato tasso di crescita per salvaguardare le imprese e l’occupazione e gli aspetti sanitari e sociali. La recessione in corso tende invece a ridurre il già modesto tasso di crescita potenziale dell’economia».

Le priorità della politica economica non cambiano, ma diventano impellenti

«I motivi sono vari: la confusione e l’incertezza sanitaria; i nuovi scenari geopolitici; la debolezza degli investimenti delle imprese; il maggiore indebitamento pubblico e privato; la stagnazione del mercato interno; la difficoltà nell’adozione di nuove tecnologie; la formazione del capitale umano; senza dimenticare il credito, la burocrazia e la pressione fiscale. Quindi, le priorità attuali della politica economica italiana non cambiano rispetto a quelle del passato, anzi diventano impellenti: accrescere gli investimenti privati e pubblici; aumentare la spesa in ricerca e sviluppo; migliorare la qualità dell’istruzione; concrete azioni di semplificazione nella Pa e ridisegnare gli strumenti fiscali e di welfare».

Sempre più necessario un sistema pubblico-privato per sostenere le imprese

«L’imperativo deve essere quello di uscire al più presto da questa recessione, cercando di diventare un Paese più dinamico, innovativo e inclusivo, soprattutto per i giovani. A livello regionale, alla luce del Covid, diventa sempre più rilevante che le nostre imprese possano contare su un sistema pubblico-privato che le sostenga e lavori in sinergia. Devo ringraziare l’assessore regionale lombardo allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli, e la sua squadra che, fin dall’inizio di questa difficile partita, hanno saputo mettere in campo misure a favore delle imprese, in sintonia con il mondo associativo e il sistema camerale, attraverso un accordo di programma».

Strategico mobilitare le risorse di Finlombarda

«È proprio di questi giorni un nuovo provvedimento di Regione Lombardia, che mette a disposizione ulteriori somme per le nostre categorie, e anche per questo dobbiamo ringraziare l’assessore Mattinzoli. In tema di credito, diventa strategico mobilitare al meglio le risorse giacenti in Finlombarda, per incentivare investimenti competitivi nelle micro e piccole imprese e per potenziare le loro chance di accesso ai prestiti. Per quanto riguarda il focus sull’impresa 4.0, evidenzio che qualche timido passo è stato fatto dalle imprese artigiane, anche grazie all’emergenza Covid e ai contributi messi in campo. La strada, però, è ancora in salita: basti pensare che non tutti i territori possono usufruire della banda larga.

L’esigenza dell’unità tra le forze politiche e sociali

«La nostra preoccupazione per l’instabilità geopolitica è grande. Purtroppo il governo centrale, nonostante la buona volontà e l’impegno costante, manca di quella caratura politica che in questa temperie sarebbe indispensabile, per catalizzare una maggior fiducia dei cittadini e delle imprese. Non vogliamo concludere senza una nota di speranza: attendiamo fiduciosi la ricostituzione, per quanto possibile, di un senso unitario fra le forze politiche e sociali, perché la nostra Repubblica non sia più divisa, ma trovi, come ha detto il presidente Mattarella, una convergenza d’intenti, indispensabile per superare questa emergenza sanitaria, economica e di valori».

 

Redazione Mondo Business
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