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lunedì 1 Marzo 2021
Burocrazia: imprese sommerse da una slavina di 32mila pagine l’anno
L’anno scorso, tra decreti, dpcm, leggi, ordinanze, delibere, determine, circolari, ecc., l’Istituto poligrafico e la Zecca dello Stato hanno prodotto e diffuso 323 Gazzette Ufficiali, a cui si aggiungono 45 supplementi ordinari e straordinari. Nel 2020, la punta massima di “produttività normativa” è stata registrata l’8 gennaio: complessivamente, le imprese, le associazioni di categoria e gli addetti ai lavori si sono trovati tra le mani un faldone di 4.617 pagine

«Se fossero state stampate tutte, il peso raggiunto da questa “slavina” di carta ammonterebbe a 80 chilogrammi», fa notare l’ufficio studi della Cgia di Mestre. «Inoltre, se ipotizzassimo di impiegare cinque minuti a pagina, una persona dotata di una intelligenza media che si fosse dedicata a leggerle tutte,  comprendendone ovviamente anche il significato, nel 2020 avrebbe impiegato 333 giorni lavorativi, praticamente un anno di lavoro».

La situazione è stazionaria rispetto agli anni trascorsi

«Comunque, rispetto agli anni precedenti, la situazione rimane stazionaria. Se includiamo anche i supplementi ordinari e straordinari, nel 2019, per esempio, erano state pubblicate 305 Gazzette Ufficiali e, sebbene il numero dei volumi fosse diminuito rispetto al 2020, il numero complessivo di pagine è stato leggermente superiore: 32.236. Nel 2020, la punta massima di “produttività normativa” è stata registrata l’8 gennaio. In quell’occasione, l’Istituto poligrafico dello Stato ha stampato il supplemento ordinario n° 1 contenente il testo, le tabelle e i grafici degli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale). In buona sostanza le imprese, le associazioni di categoria e gli addetti ai lavori si sono trovati tra le mani un faldone di 4.617 pagine, che sviscera gli indicatori di tutte le attività economiche, con le relative specificità territoriali che sono soggette agli Isa».

Le possibili soluzioni per migliorare il rapporto con la Pa

Cosa fare per migliorare il rapporto tra cittadini/imprese e gli uffici pubblici? «Innanzitutto, bisogna semplificare il quadro normativo. Cercare, dove possibile, di non sovrapporre più livelli di governo sullo stesso argomento e, in particolar modo, accelerare i tempi di risposta della Pubblica amministrazione. Con troppe leggi, decreti e regolamenti, i primi penalizzati sono i funzionari pubblici, che nell’incertezza interpretativa si “difendono” spostando nel tempo le decisioni. Nello specifico è necessario migliorare la qualità e ridurre il numero delle leggi, analizzando più attentamente il loro impatto, soprattutto su micro e piccole imprese; monitorare con cadenza periodica gli effetti delle nuove misure, per poter introdurre tempestivamente dei correttivi; consolidare l’informatizzazione della Pubblica amministrazione, rendendo i siti più accessibili e i contenuti più fruibili; far dialogare tra di loro le banche dati pubbliche per evitare la duplicazione delle richieste; permettere all’utenza la compilazione esclusivamente per via telematica delle istanze; procedere e completare la standardizzazione della modulistica e accrescere la professionalità dei dipendenti pubblici attraverso un’adeguata e continua formazione».

Redazione Mondo Business
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