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venerdì 12 Luglio 2019
Bankitalia: domanda in calo nei prossimi mesi
Le indagini di via Nazionale prefigurano piani di investimento in espansione molto modesta per l'anno in corso
Ignazio Visco

Questa mattina, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, è intervenuto a Milano, all’assemblea dell’Associazione Bancaria Italiana (potete trovare in allegato il suo intervento), facendo il punto, in particolare, sulla situazione delle banche e sulle sfide poste dagli sviluppi regolamentari. Nelle stesse ore, l’istituto di via Nazionale diffondeva l’ultimo bollettino relativo alla situazione macroeconomica del nostro Paese. Vediamo alcuni passaggi:

La debolezza del ciclo industriale

Gli indicatori congiunturali più recenti segnalano che l’attività economica in Italia sarebbe rimasta stazionaria o leggermente diminuita nel secondo trimestre. A ciò avrebbe contribuito soprattutto la debolezza del ciclo industriale, comune anche alla Germania, determinata dal persistere delle tensioni commerciali. Nelle indagini della Banca d’Italia, le valutazioni delle imprese sull’andamento della domanda per i propri prodotti sono lievemente migliorate; prefigurano tuttavia un rallentamento nei prossimi mesi e indicano piani di investimento in espansione molto modesta per l’anno in corso.

Accesso al credito più difficile per le Pmi

Le aspettative di inflazione delle famiglie e delle imprese desunte dai sondaggi restano contenute, anche se sono state riviste lievemente al rialzo, rispetto al primo trimestre dell’anno. Il credito bancario al settore privato si è leggermente indebolito; la crescita è ancora solida per le famiglie, mentre i finanziamenti alle imprese si sono lievemente contratti. L’aumento dell’onere della provvista obbligazionaria delle banche, registrato lo scorso anno, si è finora trasmesso in misura contenuta ai tassi di interesse praticati sui prestiti alla clientela, anche grazie alla elevata liquidità e al miglioramento dei bilanci bancari; si confermano tuttavia segnali di irrigidimento delle condizioni di accesso al credito per le imprese di minore dimensione.

Possibile recupero nella seconda parte dell’anno

A partire dalla seconda metà del 2019, l’attività recupererebbe gradualmente, soprattutto grazie alla spesa delle famiglie e alle esportazioni. L’inflazione scenderebbe allo 0,7% nel 2019, per poi rafforzarsi progressivamente, per effetto del graduale recupero della dinamica della componente di fondo. Questo quadro, tuttavia, è soggetto a rischi per la crescita. Un proseguimento delle tensioni sulle politiche commerciali, frenando le esportazioni e ripercuotendosi sulla propensione a investire delle imprese, potrebbe pregiudicare il recupero dell’attività, ipotizzato per la seconda metà del 2019, in Italia e nell’area dell’euro.

Nel prossimo triennio probabile flessione dell’export

Le proiezioni macroeconomiche per l’Italia, nel triennio 2019- 2021, aggiornano quelle che includevano informazioni disponibili al 22 maggio. Tali proiezioni sono basate sulle ipotesi di un indebolimento del commercio mondiale. La proiezione centrale della crescita del Pil è pari allo 0,1% quest’anno, allo 0,8% il prossimo e all’1% nel 2021. Il quadro è caratterizzato da un rallentamento degli investimenti, in linea con quanto segnalato dalle indagini della Banca d’Italia sulle imprese e con il progressivo aumento dei costi di finanziamento; le esportazioni risentirebbero della decelerazione del commercio mondiale ma le aziende italiane manterrebbero le proprie quote di mercato.

 

Redazione Mondo Business
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