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martedì 10 Marzo 2020
Autotrasporto: nessun blocco ma la situazione è critica
Il rischio di una paralisi al sistema economico è stato sventato, ma le difficoltà economiche sono oggettive. Ce lo spiega CNA Fita

La recente direttiva del ministero dei Trasporti ha rasserenato gli animi degli imprese, fugando ogni dubbio riguardo alla possibilità degli autotrasportatori di potersi muovere liberamente dentro il territorio nazionale. Eppure, solo una settimana fa, quando le restrizioni più pesanti non erano ancora entrate in vigore, si erano verificati episodi di fornitori poco inclini a consegnare la merce in determinate aree solo perché vicine all’allora zona rossa. Il timore è che casi di questo genere si possano verificare a maggior ragione adesso che la situazione si è fatta più seria. È così? Lo abbiamo chiesto alla responsabile di CNA Fita per la provincia di Cremona, Alessia Manfredini.

Nell’ultimo periodo c’è stata qualche difficoltà nei rifornimenti

«Le telefonate che ci sono arrivate in queste ore da parte degli autotrasportatori riguardavano solo la necessità di chiarire se occorresse procurarsi un modulo specifico da consegnare alle forze dell’ordine, per avere il permesso di transitare. Al momento non abbiamo riscontrato casi di mancata volontà di consegnare la merce, per paura di un possibile contagio. D’altra parte, come CNA ci siamo attivati subito a livello nazionale, per ottenere un chiarimento dal ministero dei Trasporti, e la direttiva emessa ci ha rincuorato. Il rischio era davvero quello di una paralisi del sistema». Ci conferma che in queste ultime settimane avete invece registrato difficoltà nei rifornimenti? «Sì, ma devo dire che si è trattato solo di qualche caso circoscritto, al di fuori della zona rossa e riguardante per lo più autotrasportatori provenienti da fuori regione. Abbiamo però contattato subito le relative sedi CNA e il problema si è risolto piuttosto alla svelta. Era una situazione dovuta al panico dei primi giorni».

È la categoria dei taxi la più colpita tra gli autotrasportatori

«Dove il trasporto sta soffrendo in maniera notevole è invece sul fronte dei taxi: in questo caso specifico, solo nel Cremonese rileviamo un calo della domanda del 90% circa. Ed è comprensibile, dal momento che il turismo sta soffrendo pesantemente per via delle manifestazioni sospese e dei luoghi di cultura chiusi al pubblico». Ci sono altre categorie di autotrasportatori che stanno accusando maggiormente il colpo, oltre ai tassisti? «Le consegne per la grande distribuzione non hanno certo problemi, anzi in questo periodo si è verificato un incremento; diverso il discorso per quanto concerne i piccoli artigiani in genere, che in questo momento subiscono un calo della domanda e quindi non necessitano nemmeno di rifornimento. Penso, per esempio, ai parrucchieri, che sono una categoria particolarmente colpita».

La conta dei danni la si potrà avere fra qualche settimana

«D’altra parte, il fatto che i trasporti nel loro complesso non siano in difficoltà non significa di per sé che non ci siano difficoltà economiche oggettive». Se ne riparlerà tra qualche settimana? «Proprio così, perché adesso le aziende hanno ancora degli ordini pregressi e quindi non riusciamo a capire quante di loro possano essere in difficoltà; è prematuro. Stiamo monitorando la situazione, però, in particolare nella ex zona rossa lodigiana, dove il danno economico, per via della sospensione dell’attività imprenditoriale, è stato davvero notevole».

Redazione Mondo Business
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