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giovedì 30 Aprile 2020
Automotive: nonostante la crisi c’è voglia di investire
Silvano Molteni, della Progim Sign di Crema, non crede nelle previsioni troppo funeste per il settore. «Staremo a vedere. Di certo i grandi marchi non si sono mai arresi e avverto un'energia positiva»
Silvano Molteni

Silvano Molteni è esponente della Libera Associazione Artigiani di Crema e amministratore della Progim Sign, società specializzata nella gestione e nei servizi di programmi di identificazione e di cambio immagine, in conformità alle corporate identity aziendali. La Progim è attiva principalmente nel settore automotive, motorcycle e industrial vehicles e lavora con l’85% circa dei più importanti marchi del settore. Un osservatorio privilegiato il suo, per poter analizzare l’andamento del mercato dell’auto, colpito duramente dalla crisi causata dal coronavirus. Solo lo scorso mese di marzo, infatti, in Italia si è registrato il calo peggiore a livello europeo, in termini di mancate immatricolazioni: – 85,4%.

Il settore è pronto per la ripartenza imminente? «Basti dire che la produzione dei grandi marchi tedeschi, coreani e giapponesi ha avuto sì un rallentamento, ma non si è fermata completamente e anche i budget europei per i progetti di rebranding non hanno subito una riduzione drastica. Semmai, l’unico problema è che in questa fase di ripartenza, dopo che i concessionari sono rimasti chiusi, anche le vendite si sono fermate, determinando di conseguenza un mancato fatturato. Pertanto, in questa situazione non sarà per niente facile chiedere alle concessionarie di fare investimenti imminenti sul nuovo corporate identity, che comporta un progetto molto ampio in materia di standard relativi ai saloni vendita e al post vendita. Bisogna tenere conto, però, che i grandi marchi che citavo prima non si arrendono mai: in passato non si sono mai fermati davanti agli ostacoli e probabilmente incrementeranno i contributi in favore dei loro concessionari. D’altra parte, il fatto oggettivo è che hanno necessità di una rete vendita e nemmeno possono derogare dagli standard imposti dalle loro case madri a livello europeo. Però quello che mi aspetto, soprattutto in questi primi mesi di ripresa, è un’altra cosa».

Prego. «Penso che le case madri tenderanno ad affiancare i loro concessionari principalmente sul versante delle vendite, senza fare pressioni per i nuovi investimenti. L’obiettivo principale, infatti, sarà quello di aiutare i concessionari a velocizzare il più possibile le immatricolazioni e la consegna dei veicoli per i contratti già in essere (sempre sperando che i clienti siano ancora del parere a concretizzare gli acquisti) e a ridurre i tempi di attesa per la consegna della vettura. Dopodiché, nessuno ha la sfera di cristallo e non ripongo eccessiva fiducia nelle previsioni con troppo anticipo. Staremo a vedere. Molto dipenderà dallo Stato: cosa si inventerà per incentivare un mercato tanto rilevante? Quello che posso dire è che c’è tanta voglia di ripartire; questo lo si respira. Proprio in questi giorni, per esempio, mi è arrivato del materiale ordinato in Francia: delle insegne per concessionarie. Un segnale positivo, perché sta a significare che c’è ancora voglia di investire, di guardare al futuro».

Per quanto riguarda la Progim? «Per la nostra attività questo non sarà un anno molto facile: parte dei progetti che avevamo preventivato verranno posticipati, ma per lo meno non ci saranno problemi per i progetti già avviati, dove si può contare anche su un forte contributo economico della casa madre per il raggiungimento degli obbiettivi riguardo gli standard. Quello che temo è che per i piccoli imprenditori la ripresa sarà difficile e credo ci potrà essere una riorganizzazione della rete di vendita da parte delle case automobilistiche, che giustamente hanno l’esigenza di poter contare sulla massima garanzia e affidabilità da parte dei loro concessionari. Però, ripeto: bisogna riaprire il prima possibile, altrimenti si possono fare solo previsioni, mentre l’unica cosa certa è che prima si ricomincia a lavorare e prima il mercato può sperare in una ripresa».

 

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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